Viaggia nel tempo, scopri

com’era Zonalocale il


11 maggio 2021
Clicca per leggere direttamente questa edizione al prossimo accesso
Rimuovi questa edizione come predefinita
Segui Zonalocale suSegui Zonalocale

bar_chartInfografiche Covid-19 Guarda tutte le infografichearrow_right_alt

Vasto   Cronaca 09/04/2013

"Assalto portavalori, scarcerare
due arrestati: non hanno rapinato"

La banda dei kalashnikov - la difesa

Dopo la rapina, il commando ha incendiato le auto"Entro la fine del mese chiederò la revoca dell'arresto e la remissione in libertà. Non hanno partecipato alla rapina. Si può dire solo che hanno favorito la fuga". Lo annuncia Giovanni Cerella, avvocato di due dei tre arrestati per l'assalto al portavalori sull'A14. Il 14 dicembre 2012 un commando di 8 persone ha messo a ferro e fuoco il tratto vastese dell'autostrada adriatica. Armati di kalashnikov, i rapinatori incappucciati hanno aperto il fuoco contro il blindato dell'istituto di vigilanza Aquila di Ortona, hanno disseminato l'asfalto di chiodi a cinque punte, costringendo i vigilantes ad arrendersi, uscire dal mezzo e consegnare le pistole.

Poi, con le motoseghe, hanno aperto come una scatola di tonno il tettuccio del furgone, arraffando 600mila euro e 3mila franchi svizzeri. Nella corsa contro il tempo per agguantare i fuggitivi, le forze dell'ordine sono riuscite a recuperare il giorno stesso 250mila euro e alcune armi.

Si attende ora il responso del Ris di Roma sulle macchie di sangue trovate su due delle auto utilizzate dalla banda nella disperata fuga verso il meridione. Il sospetto è che facessero base in Puglia.

Il portavalori crivellato di colpiGli investigatori ritengono che il gruppo sia costituito da otto persone. Tre gli arrestati: Antonio Costantino, fermato a Trivento, lungo il tratto molisano della fondovalle Trigno, e i due presunti basisti che avrebbero favorito la fuga dei rapinatori: Simone De Gregorio, proprietario del garage di via San Giuseppe, a San Salvo, in cui è stata trovata parte della refurtiva, e Cono Surace, originario calabrese, trasferito il 12 febbraio scorso da Vasto a Larino per incompatibilità con la presenza nel penitenziario di Torre Sinello dell'altro presunto basista.

La difesa - "Entro la fine di aprile presenterò istanza di remissione in libertà", dice l'avvocato Giovanni Cerella, che difende De Gregorio e Surace. "Non sono stati loro a mettere a segno la rapina. Possono essere accusati solo di favoreggiamento per aver ospitato i rapinatori nella loro precipitosa fuga".

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

Per l'informazione libera. Sostieni Zonalocale

Anche in questo periodo di emergenza sanitaria, continuiamo a lavorare con passione e coscienza. Lo facciamo garantendo gratuitamente notizie di pubblica utilità a un numero sempre crescente di utenti.

Un lavoro che richiede tempo nel reperire le informazioni, impegno nel raccontare con equilibrio i fatti e attenzione nel verificare le notizie distinguendole dalle fake news che circolano incontrollate.

Un impegno che ha un costo notevole anche in una fase in cui l'economia è in sofferenza. Se pensi che i contenuti che offriamo a tutti siano un utile servizio, puoi diventare nostro sostenitore.


Scegli il contributo e prosegui sulla piattaforma sicura PayPal:

Commenti




 

 
 
 
 
 
 
 
 

Chiudi
Chiudi