"Vi racconto quando a Vasto andavamo a vedere lu futtèbballe" - I ricordi di Paolo Di Bussolo, barbiere e storico tifoso biancorosso da 63 anni
 
Vasto   Personaggi 27/02/2013

"Vi racconto quando a Vasto
andavamo a vedere lu futtèbballe"

I ricordi di Paolo Di Bussolo, barbiere e storico tifoso biancorosso da 63 anni

Paolo Di BussoloPaolo Di Bussolo, conosciuto anche come Paoluccio, quasi 74 anni e non sentirli, storico barbiere e tifoso, con un’eterna passione per i colori biancorossi, nata nel 1950, quando, a soli 10 anni, si è avvicinato per la prima volta a lu futtèbballe, come si chiamava all'epoca lo sport del pallone. Non solo calcio, Di Bussolo è molto legato alla sua città e alle tradizioni locali e non si perde mai le ricorrenze della Pasquetta e de lu Sand'Andunie.

Come è iniziato questo grande amore?
Da mio padre, era un barbiere e giocava a calcio, avevamo il negozio nel largo di piazza San Pietro, era il 1948, lì venivano a tagliarsi i capelli alcuni giocatori dell’epoca, io portavo la borsa a Nellino Raimondi. Oltre a lui venivano anche altri, ero piccolo, ma già lavoravo, a tanti di loro ho fatto la barba, li frequentavo nel tempo libero, dormivano lì vicino, c’erano Colussi, Raimondi e altri, da allora ho iniziato a seguire lu futtèbballe, sono abbonato da 50 anni. Nel mio negozio vengono ancora tanti ex, tra cui Fiorillo e Mileno. Ho anche un ex in famiglia, Bellandrini è mio nipote”

Quali sono le partite che non dimenticherà mai?
Il 3-0 contro il Trapani in casa nel 1971 con il debutto di Anzivino e poi la trasferta di Tolentino nel 2009, chi se la scorda, perdevamo 1-0 a due minuti dalla fine e poi abbiamo ribaltato il risultato in vincendo 2-1. Non dimentico nemmeno la finale di Coppa Italia dilettanti allo stadio Flaminio di Roma tra Pro Vasto e l’Impruneta di Firenze. Fernando Ascatigno, storica bandiera biancorossa, nel cuore di Di Bussolo e di tanti tifosi

Le stagioni più belle?
Non posso fare a meno di citare la stagione 1971/72, quando con Gianmarinaro in panchina il portiere Lamia Caputo non subì nemmeno un gol all'Aragona, solo il suo vice Castellini, cugino di Luciano, ex Inter e Torino, subì l’unico gol interno in una partita vinta contro il Cosenza 3-1. Nel 1974/75 arrivò Renzo Uzzecchini come allenatore, ex giocatore di Sampdoria, aveva allenato anche Mantova e Livorno. Arrivammo al quinto posto nel girone B di serie C, fu la prima esperienza nel girone del nord, vincemmo in trasferta contro la Novese di Novi Ligure, grazie alle reti di Bozza e Cappotti. Inoltre c’era un grandissimo entusiasmo, ricordo le feste che fece il presidente Peppino Baiocco, fu un successo importante per tutto il Vastese, non solo per la nostra città. Così come non dimentico Federico De Mutiis, uno dei migliori, che ha fatto la storia del calcio vastese.

Chi è stato il giocatore migliore?
Il più forte di tutti è stato Lo Vecchio, faceva sempre gol, come Ascatigno, ma sono stati molto bravi anche Di Paolo, Cenzino Mileno e Franco Ercolano. Gente che fatto la storia di questo sport a Vasto e che ha contribuito ai trionfi nelle varie epoche.

Come si viveva il calcio in quegli anni?
Erano bei tempi, noi abbiamo conquistato tante vittorie in tutta Italia, abbiamo sempre avuto buoni giocatori, una grande tradizione e un grande ambiente, tutti volevano venire a giocare da noi, da sempre questa è stata considerata una piazza importante. 

Vestito da diavolo per le tradizionali celebrazioni de lu Sand'AndunieOggi cosa è cambiato?
E’ un calcio molto più leggero, prima si giocava con la palla numero 5 che aveva la stringa e quando si colpiva di testa faceva male, non c’era l’erba sui campi, si giocava nel fango, la classe veniva meno, ricordo uno 0-0 contro l’Almas Roma in una pozza, oggi sarebbe impossibile. Era anche diverso il modo di giocare, il terzino rimaneva lì dietro e non segnava mai, ora quasi tutti sanno giocare a calcio.

Va ancora allo stadio?
Certo, ma per un tifoso come me che ha visto certe partite adattarsi a queste categorie non è facile, con tutto il rispetto, ma non è questa la nostra realtà. Sono deluso perché avremmo già dovuto vincere il campionato. Ricordo l’anno della Promozione con Renzo Rossi, vincevamo ovunque, quella squadra poteva fare tranquillamente la Serie C.

Il futuro del calcio vastese quale sarà?
Dipende dalla società attuale, a Vasto i soldi ci sono, è da vedere se ci sono persone che hanno voglia di investirli. Speriamo di vincere e che di conseguenza la situazione migliori già dal prossimo anno. Io sarò sempre e comunque un tifoso biancorosso.

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di Giuseppe Mancini (g.mancini@zonalocale.it)

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