Il leader dei sindaci italiani a Vasto: "Imu, benefici zero" - Il caso
 

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Vasto   Politica 07/02/2013

Il leader dei sindaci italiani
a Vasto: "Imu, benefici zero"

Il caso

Graziano Delrio (Anci)"L'Imu va ripensata" perché i cittadini hanno subito "un incremento rispetto all'Ici, ma i Comuni non hanno avuto più risorse. C'è qualcosa che non funziona". Da Vasto, Graziano Delrio, presidente dell'Anci (associazione nazionale dei Comuni italiani), lancia un messaggio chiaro e netto alla politica nazionale. Lo fa parlando dell'imposta municipale unica, la tassa che ha sostituito l'Ici e sta infiammando in questi giorni il dibattito politico.

Delrio, che è sindaco di Reggio Emilia, racconta che "nella mia città sta nevicando. I cittadini hanno pagato le tasse, ma io non ho i soldi per fare la manutenzione straordinaria. Abbiamo le strade piene di buche, non avremo la possibilità di fare le riparazioni nelle scuole, né di tagliare i rami pericolanti lungo le strade. I cittadini devono essere messi nelle condizioni di giudicare gli amministratori locali: se mi prendo l’onere di alzare le tasse, devo garantire dei buoni servizi alla comunità. Abbiamo chiesto che tutta l'Imu venisse a noi. Sono contento del fatto che ora i tre principali candidati alla guida del Paese, quelli che possono vincere le elezioni, ora dicano che sull'Imu bisogna cambiare. Facciamo come in Francia e in Germania, dove i governi hanno fatto un patto chiaro coi sindaci: tanto incassi, tanto spendi. E sugli investimenti ci mettiamo d'accordo: si fanno solo le opere rilevanti. Non le arene da 8mila posti nei paesi da mille abitanti".

"Ero ansioso di vedere questo cortile di Vasto, dove è stata scattata quella famosa foto, che ora mi dicono sia un po' sbiadita", con una battuta riferita alla festa nazionale dell'Italia dei valori e alla cosiddetta foto di Vasto che ha monopolizzato il dibattito politico per oltre un anno, il leader dei sindaci italiani apre il suo intervento conclusivo nella pinacoteca di Palazzo D'Avalos al convegno I Comuni alla prova delle riforme. La spending review e la legge di stabilità, organizzato dall'amministrazione comunale. A moderare il dibattito è Maurizio Ventrella, della segreteria del sindaco di Vasto, Luciano Lapenna. Tra i relatori, c'è anche il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio.

"Il modo di procedere del Governo sta mettendo a dura prova la capacità di tenuta dei Comuni. Servono norme certe e chiare che non cambiano continuamente, ma soprattutto il futuro Governo deve rimettere mano al patto di stabilità, escludendo dai suoi vincoli almeno gli investimenti per la messa in sicurezza degli edifici scolastici", è l'allarme lanciato da Lapenna.
"Chi si trova adesso a fare il sindaco non verrà ricordato certo per le grandi opere. I governi di questi ultimi anni hanno realizzato una politica demagogica contro la pubblica amministrazione. I Comuni stanno contribuendo in modo fattivo al risanamento della finanza pubblica". In questa crisi di cui non si vede la fine, "le amministrazioni municipali - polemizza il primo cittadino - sono semplicemente eroiche".

Secondo Delrio, "l'Italia è un malato che ha ancora molto vigore. Il nuovo governo deve fare la diagnosi giusta delle difficoltà del nostro sistema e ripartire dai Comuni e dalle comunità locali che sono la spina dorsale del paese: è questa la strada per uscire dalla crisi". 

"Le amministrazioni comunali non devono essere percepite come coloro che si rivolgono con il cappello in mano per chiedere una maggiore efficienza finanziaria", afferma Antonio Centi, presidente dell'Anci Abruzzo. "Non basta un processo che metta sul piano di parità tutti i soggetti istituzionali, ci vuole una seria consapevolezza riformista del sistema degli enti locali".

"Tutti i governi degli ultimi anni, di centrodestra, di centro e di centrosinistra, nonostante i proclami sulle autonomie - sottolinea Delrio - non hanno fondato i sacrifici richiesti ai cittadini sulla collaborazione con i Comuni. Il problema non è che la spesa sanitaria o sociale è molto alta, quanto che la spesa è complessivamente inefficiente. Con i tagli uguali per tutti, fin qui seguita, corriamo il rischio di lasciare in piedi quei servizi che non funzionano e di azzerare invece quelli che vanno bene". Dall'incompiuto federalismo italiano, "va eliminato il suo difetto originale che la basa sulle regioni, dimenticando che la storia dell’Italia è fatta dai comuni. Come ho detto al premier Monti alla nostra assemblea di Bologna, ha concluso il presidente Anci, i municipi ci sono da mille anni prima dello Stato e ci saranno anche mille anni dopo lo Stato".

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di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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