“L’imbuto virtuale” che misura il rendimento di una campagna pubblicitaria - Una “potenza di fuoco” non è utile se non è ben indirizzata all’obiettivo

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Magazine   Marketing 16/01/2018

“L’imbuto virtuale” che misura il rendimento di una campagna pubblicitaria

Una “potenza di fuoco” non è utile se non è ben indirizzata all’obiettivo

Anche in articoli non prettamente tecnici si legge del tasso di conversione come metrica fondamentale per capire se un'azione promozionale e pubblicitaria ha dato i frutti sperati o se è necessario affinarla per migliorarne il rendimento.

Gli obiettivi di una campagna advertising possono essere molteplici, ogni realtà aziendale può individuare la propria ma, semplificando, si può dire che gli obiettivi principali sono, ad esempio, la vendita di un prodotto sull’e-commerce aziendale, l’iscrizione ad una newsletter, portare piu clienti nella sede fisica dell'azienda o del negozio (vedi un nostro precedente articolo a proposito di drive-to-store) o concludere una vendita al di fuori del web (nel mondo reale). Quindi per conversione consideriamo ogni azione che può essere misurata e che l’inserzionista considera come obiettivo della campagna.

Per avere una visione del flusso, bisogna immaginare un imbuto (chiamato tecnicamente funnel), in cui la parte piu larga è la potenza massima dell’azione pubblicitaria e quella più stretta il numero di conversioni generate. Trasformando in numeri, una metrica interessante è quella che possiamo definire 1000 > 10 > 1. Significa che per ogni 1000 visualizzazioni della nostra promozione si otterrà l’interesse diretto di una decina di utenti e, di questi, solo 1 produrrà una conversione.

Possono sembrare numeri non esaltanti, ma la concorrenza sul web è altissima e si intuisce quindi che, per ottenere conversioni, purtroppo non basta avere un sito, ma è necessario che questo sia ben indicizzato sui motori di ricerca, che abbia un traffico rilevante di visitatori. Non basta avere una pagina facebook, ma è necessario che abbia migliaia di fan e che questi interagiscano realmente con i contenuti pubblicati dall’azienda, non basta acquistare banner pubblicitari, ma è necessario che questi sia visibili a utenti potenzialmente interessati al messaggio.

Analizziamo il caso di MediaEdil, impresa costruttrice operante nel territorio di Vasto che ha utilizzato i servizi di Zonalocale per proporre la vendita di alcuni appartamenti residenziali. Il banner pop-up è stato visibile ai lettori per 3 giorni producendo alcune migliaia di visualizzazioni. Di questo visualizzazioni alcune si sono trasformate in click sul banner e in contatti diretti con MediaEdil.

“Ho notato un aumento dei contatti durante la presenza dei banner su Zonalocale sia telefonici che per mail”, dice Luigi Salvatorelli per MediaEdil, “Di certo è stato un buon modo per far conoscere il nostro messaggio pubblicitario a chi magari stava cercando il nostro prodotto. Posso dire che per alcune unità abitative che erano in vendita e per le quali siamo in trattativa provengono da contatti venuti direttamente dall’azione pubblicitaria fatta su Zonalocale”.

Ma una “potenza di fuoco” non è utile se non è ben indirizzata. Necessario quindi che il target sia ben individuato per aumentare il rendimento della campagna e, allo stesso, modo, ottimizzarne i costi.

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