Le parole difficili non sempre sono le più lunghe: il caso tedesco - Gli esempi di parole difficili solo in apparenza sono molteplici

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Magazine   Arte e Cultura 08/07/2018

Le parole difficili non sempre sono le più lunghe: il caso tedesco

Gli esempi di parole difficili solo in apparenza sono molteplici

Chi si accinge a imparare il tedesco spesso è spaventato dalla lunghezza di molti dei termini che fanno parte di questa lingua: sono considerate parole difficili, infatti, tutte quelle composte, che in effetti in alcuni casi sembrano quasi chilometriche. In realtà la lingua di Angela Merkel è molto più semplice di quel che si possa immaginare. Si prenda, per esempio, la parola "guanto", che in tedesco si dice "Handschuh" (a proposito: bisogna sempre ricordarsi che in tedesco i nomi comuni vogliono la maiuscola proprio come quelli propri). Ebbene, "Handschuh" non è altro che il risultato della composizione di "Hand", che vuol dire "mano", e "Schuh", che vuol dire "sciarpa". Lo stesso dicasi per il campanile, che in tedesco si dice "Kirchturm": non è altro che l'unione dei termini tedeschi che indicano la chiesa e la torre, cioè "Kirche" e "Turm".

Le parole trasparenti della lingua tedesca

Lungi dal risultare parole difficili, dunque, i termini composti in tedesco sono trasparenti, anche perché hanno il pregio di indicare il loro significato. Per esempio, la parola tedesca che indica la sinusite si traduce come "infiammazione delle cavità vicino al naso". In tedesco, insomma, la spiegazione di una parola in molti casi è presente all'interno della parola stessa. L'ospedale, per esempio, è la Krankenhaus, vale a dire la casa dei malati: das Haus der Kranken; l'ambulenza, invece, è la Krankenwagen, vale a dire il veicolo dei malati: der Wagen der Kranken; l'infermiera, infine, è la Krankenpflegerin, vale a dire colei che si prende cura dei malati: die Pflegerin der Kranken. 

Altri esempi

Gli esempi di parole difficili solo in apparenza ma che in realtà sono chiare ed evidenti sono molteplici: restando all'ambito medico, la fisioterapia è la Krankengymastik, e cioè la ginnastica dei malati, mentre l'assicurazione sanitaria è la Krankenversicherung, che corrisponde all'assicurazione dei malati. Ancora, la cartella clinica è la Krankenblatt, che equivale al foglio del malato, mentre l'indennità di malattia è la Krankengeld, che consiste nei soldi dei malati. Non c'è paragone tra i termini tedeschi e quelli italiani: i primi sono decisamente più facili da ricordare, perché basandosi sull'unione di più parole fanno riferimento a un vocabolario più limitato dal punto di vista quantitativo. In italiano, invece, la maggior parte delle parole proviene dal latino o dal greco, lingue che sono in pochi a conoscere in quanto sono lingue morte: questo vale per il settore medico ma anche per molti altri ambiti.

I vantaggi del tedesco

La lingua tedesca comprende parole di impiego comune che, evidentemente, sono più facili da memorizzare e risultano chiare per chi ha una conoscenza di base del vocabolario. Qualche altro esempio può essere non solo utile, ma perfino divertente per capire come funziona il tedesco: il miope viene indicato con la parola "kurzsichtig", che vuol dire "con la vista corta". Scomporre i termini tedeschi in cui ci si imbatte è la soluzione più appropriata per imparare a padroneggiare la lingua senza farsi scoraggiare da lunghezze eccessive: quasi tutte le parole risultano più facili di quel che potrebbe apparire.

Rimanendo al settore medico, l'appendicite viene indicata con un termine che segnala l'infiammazione dell'intestino cieco, la cistite viene indicata con un termine che segnala l'infiammazione della vescica, la miocardite viene indicata con un termine che segnala l'infiammazione dei muscoli del cuore e l'epatite viene indicata con un termine che segnala l'infiammazione del fegato. Insomma, eravamo partiti dall'ipotizzare che il tedesco fosse una lingua troppo complicata a causa dei termini dalla lunghezza infinita che lo compongono e siamo arrivati alla conclusione che forse l'italiano è molto più difficile. O, per essere più precisi, è meno intuitivo, visto che fa riferimento a termini che derivano dal greco e dal latino. 

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