Il conto corrente: quando i costi costano - La consapevolezza e il cambiamento

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Il conto corrente: quando i costi costano

La consapevolezza e il cambiamento

Artura mi ha detto che ha il conto corrente, lei ci tiene tutti i suoi soldi.

Dice che non investe, altrimenti perde.

Il marito Gabriello invece dice che anche sul conto perde, perché ogni volta gli tolgono qualcosa, e mo’ un euro e mo’ due euro.

Artura non si ricorda quanto paga al mese per tenere il conto, Gabriello dice 8 euro.

Il bancomat non lo pagano, la carta di credito si, gli assegni forse gratis, ma non è sicuro, me lo faranno sapere se trovano le carte. Gabriello dice che giorni fa ha aperto una lettera della banca con la “proposta unilaterale di contratto” dove gli pare che abbiano aumentato certi costi, ma non ha capito quali. Dice che ha letto che se non li accetti però puoi chiudere il conto gratis.

Ma un conto corrente costa? E quanto costa?

Il conto corrente bancario solitamente ha dei costi, dipende dalla banca e dalle operazioni che si fanno.

Le voci di spesa sono tante, oppure ce ne sta solo una, per esempio mensile, che forfettariamente comprende tutte le operazioni e servizi, una specie di “all inclusive”.

Il conto corrente offre il bancomat, il libretto degli assegni, la carta di credito, la possibilità di pagare le utenze in automatico, di versarci lo stipendio, di fare operazioni come bonifici, mav, f24, ecc. Inoltre le banche hanno il canale online attraverso il quale possiamo fare tantissime operazioni in autonomia.

Un conto corrente può costare zero euro all’anno, ma anche 200 oppure 300 o più.

Poi ci sono i bolli. Se sul conto corrente ci teniamo più di 5.000 euro di media all’anno, paghiamo allo Stato 34 euro e venti.

E l’inflazione? L’inflazione è un costo occulto, è il potere del denaro, che decresce nel tempo. Prima con un euro e cinquanta ce lo compravo un chilo di pane, ora ce ne vogliono quasi 3.

Allora facciamo due calcoli.

Ammettiamo che sul conto corrente io abbia 10.000 euro. Scegliamo un costo medio di 170 euro all’anno + 29 per la carta di credito + 17 per il bancomat + 50 di bonifici che ho fatto per pagare delle cose. In più 34,20 di bollo perché supero 5.000 euro.

In tutto ho pagato 300 euro.

Vediamo in termini percentuali.

300 euro, su diecimila, sono il 3%.

Se ci sommo la perdita di potere d’acquisto, aggiungo anche l’1% e vado al 4%. 

Il 4%??? Ma come?

Artura non ha investito i suoi soldi perché dice che ci perde, ma non sa neanche se e quanto paga il suo conto corrente.

Provo allora a dire a Gabriello, che è più attento, che deve sapere bene quanto paga, e se è caro, cercare la banca che ha il conto corrente a costo ZERO, ma zero veramente. E cambiare.

Poi gli dico anche di far capire ad Artura che esistono investimenti che, se ben scelti e curati, quel 4% te lo potrebbero far guadagnare, anziché perdere.

Ossequi.

Carmela Minelli, consulente finanziario

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