Dare a Cesare quel che è di Cesare - Modi, tempi e trappole - Le donazioni

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Dare a Cesare quel che è di Cesare - Modi, tempi e trappole

Le donazioni

Siamo nella civiltà evoluta, oggi il “dare”, quello gratis, è regolato dalla legge.

Significa che quando vogliamo regalare a qualcuno qualcosa che ci appartiene, lo dobbiamo fare seguendo regole precise.

Dare denaro o altri beni a qualcuno è una DONAZIONE.

Posso donare mentre sono vivo, oppure, sempre da vivo, posso disporre delle mie cose per il tempo in cui sarò morto, con il testamento.

La donazione va fatta davanti al notaio, a meno che non si tratti di cose di modico valore.

È tassata dallo Stato, cioè, chi riceve un bene in donazione, sia che il donante sia vivo, sia che sia morto, deve pagare una tassa. La  misura di questa tassa in Italia cambia da zero all’8% del valore dei beni, a seconda di alcuni fattori e principalmente si regola sul grado di parentela tra le persone.

Pagare la casa ad un figlio configura una donazione.

Il padre che cointesta al figlio il conto corrente  dove confluisce il proprio denaro è una donazione.

La donazione non si può revocare tranne che per due motivi, l’ingratitudine del donatario e la sopravvenienza di figli del donante.

La donazione mentre si è in vita, fatta per esempio ai figli, è considerata un’anticipazione dell’eredità, perciò bisogna fare attenzione a non ledere i diritti degli altri legittimari.

Se do a mio figlio Paperino 10.000 euro, con un assegno o un bonifico, un domani, dopo la mia morte,  mio figlio Gastone potrebbe richiedergli in forza di legge quel denaro, anche tutto, se ho leso i suoi diritti di ricevere parte dei miei beni, tutto ciò entro 10 anni dall’apertura della successione che seguirà la mia morte.

Faccio un altro esempio:

Una madre dona un appartamento al figlio Tizio nel 2011.

Dopo 9 anni dalla donazione, nel 2020, la madre muore. Il padre Caio, che ha diritto a parte dell’eredità poiché legittimario, chiede al figlio Tizio la restituzione di quanto ricevuto dalla madre perché è lesa la sua quota di diritto, ma Tizio nel frattempo non ha la possibilità di risarcire il padre e ha venduto quell’appartamento a Sempronio.

Ebbene, la legge dice che, essendo trascorsi meno di 20 anni dalla donazione, Sempronio, DEVE restituire l’appartamento a Caio. Sempronio poi potrà rivalersi sul figlio…si va be…

Donare è bellissimo, è la nostra generosità, l’amore per i nostri cari, per le persone che ci sono vicine, ma stiamo attenti, facciamo le cose per bene, altrimenti scateniamo liti, andiamo nei tribunali, e ciò non è di certo quello che volevamo.

Ossequi.

Per maggiori dettagli e informazioni, scrivere a carmela.minelli@spinvest.com, oppure chiamare il 349 5238423

Carmela Minelli, consulente finanziario

Link:

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