Stoccaggio di acido fosforico e acido solforico a Punta Penna, il comitato Via chiede integrazioni - Il progetto è della Hadri Tanks
 
Vasto   Ambiente 13/07

Stoccaggio di acido fosforico e acido solforico a Punta Penna, il comitato Via chiede integrazioni

Il progetto è della Hadri Tanks

I serbatoiIl comitato Via ha rinviato la decisione sul progetto di "stoccaggio e commercializzazione di acido fosforico, di acido solforico e di idrossido di sodio al 50%" presentato dalla Hadri Tanks, azienda nata dalla cessione di un ramo d'azienda della Puccioni.

Sul progetto, che riguarda lo stoccaggio delle sostanze citate in alcuni serbatoi già presenti a Punta Penna (la zona è quella sul parcheggio della spiaggia) che sarebbero sottoposti a revamping, è in corso la verifica di assoggettabilità ambientale andata in discussione due giorni fa nella stessa seduta della maxi discarica di Cupello.

Il Comitato Via ha rinviato la decisione invitando la società a fornire integrazioni documentali su:
1. l'impermeabilizzazione delle superfici scoperte e la descrizione delle modalità di gestione delle acque meteoriche di dilavamento;
2. descrizione dell'impermeabilizzazione dei bacini atti a contenere eventuali sversamenti di acido fosforico, acido solforico e di idrossido di sodio e individuazione di una diversa gestione delle acque meteoriche ivi raccolte, che garantisca assenza di impatti sul suolo, sulle acque superficiali e sotterranee;
3. descrizione dell'utilizzo alternato dei serbati (5 e 6), proposto, con sostanze con caratteristiche chimiche e chimico­fisiche diverse in relazione sia ai materiali con i quali le stesse sostanze vengono a contatto che alla produzione dei rifiuti connessa alla bonifica dei serbatoi e delle condotte;
4. relazione geologica e idrogeologica al fine di verificare l'eventuale presenza di circolazione idrica sotterranea, ricostruendo la superficie piezometrica con caratterizzazione chimica delle acque sotterranee;
5. integrare la valutazione di impatto acustico indicando i valori emissivi delle nuove sorgenti tenendo conto dell'attività commerciale limitrofa, dell'attività svolta in periodo notturno e del rispetto dei valori limite differenziali.
Dovrà, inoltre, essere acquisito il parere dell'Autorità di Bacino sullo studio di compatibilità idrogeologica per la presenza della pericolosità da scarpata.

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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