"Croce e Mattioli tra gli abruzzesi più importanti del secolo scorso" - A Vasto il convegno per il premio nazionale Benedetto Croce
 
Vasto   Cultura 31/05

"Croce e Mattioli tra gli abruzzesi più importanti del secolo scorso"

A Vasto il convegno per il premio nazionale Benedetto Croce

E' stato l'auditorium del Polo Liceale Mattioli di Vasto ad ospitare il convegno rivolto agli studenti nell'ammbito del Premio Nazionale Bendetto Croce di Pescasseroli. La scuola vastese fa parte della giuria popolare del premio che contribuisce alla lettura e all'analisi dei testi in concorso. "Da quattro anni il Mattioli di Vasto partecipa al Premio Croce - ha spiegao Pasquale D'Alberto - e per questo vogliamo esprimere gratitudine alla professoressa Anna Di Bussolo". La dirigente scolastica Maria Grazia Angelini ha sottolineato come ciò rappresenti per gli studenti "un percorso di riflessione. E' la testimonianza di quanto si possa fare con l'alleanza tra scuola, territorio e istituzioni. Il nostro compito è accompagnare i ragazzi nel percorso di crescita non solo didattico ma come cittadini".

Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, nel suo intervento di saluto in cui ha ricordato il legame tra Benedetto Croce e Raffaele Mattioli, ha lanciato poi una proposta. "Mi piacerebbe che a Vasto nascesse un premio di economia e saggistica economica nel nome del nostro concittadino Raffaele Mattioli". Croce e Mattioli sono stati "due personaggi che hanno rilanciato l'Italia", ha spiegato il sindaco di Pescasseroli, Luigi La Cesa. "Quando ci riferiamo a personaggi come loro non dobbiamo parlare di morti ma di vivi". Paola Di Salvatore, che cura il programma transfrontaliero Ipa Adriatic, ha ricordato l'importante degli scritti di Croce e la sua visione dell'Europa.

Per il professor Costantino Felice, componente della giuria del Premio, "Croce e Mattioli, con D'Annunzio e Silone, sono i personaggi abruzzesi più importanti del secolo scorso anche se continuano ad essere sottovalutati per la loro opera". Il banchiere vastese Raffaele Mattioli "è stato importante per la storia economica del Mezzogiorno e dell'Italia, oltre che sul piano politico. Ha finanziato la Resistenza nel Nord Italia e, nel centro studi della Banca Commerciale Italiana, ha allevato personaggi importantissimi nella storia politica italiana".

Felice ha poi ricordato il percorso che portò all'organizzazione di un convegno dedicato a Mattioli nel 1980 a Vasto augurandosi che possa aprirsi una nuova stagione di studi sulla sua figura. Il legame tra i due personaggi abruzzesi è ben espresso da una dedica che Croce fece a Mattioli sul volume "Aneddoti di varia letteratura", scritto da Croce ed edito dalla Ricciardi, acquistata dal banchiere vastese. Maurizio Mattioli, in occasione di questo convegno, ha inviato ai partecipanti, per tramite della famiglia Tessitore, la copia di questa dedica autografa in cui si legge: "A Raffaele Mattioli, com amicizia e con grande comunanza di sentimenti (simpatia) in cui forse ha la sua parte la comune origine abruzzese". Feliceha sottolineato come "Mattioli e Croce - accomunati da sentimenti dati dalla comune origine - fossero entrambi lontani da forme di piaggeria localistica". Ecco perchè "il rapporto tra Vasto, l'Abruzzo e Mattioli, e Vasto, l'Abruzzo e Croce, va consolidato e approfondito".

Il professor Pierluigi Ciocca, dell'Accademia dei Lincei, già vicepresidente della Banca d'Italia, ha ripercorso alcuni tratti salienti delle posizioni di Croce vicine a Mattioli. Particolarmente interessante la riflessione per cui "la dimensione economica della storia è importante ma non è tutto". Secondo Ciocca "non si puà fare storia politica o storia morale se non si tiene conto dell'aspetto economico", ricordando che, negli scrittti storici di Croce, c'è tanta parte di economia. Parlando di Mattioli l'economista ricorda che "Mattioli poco prima di morire si appassionò al problema della classe dirigente del Paese", ritenuto ancora oggi cruciale. Ciocca, infatti, ricordando il suo volume "Ricchi per sempre?" del 2005, ha affermato che "se oggi mi ponessi questa domanda direi di no. E non solo per la pochezza di chi ci governa ma, come diceva Mattioli, è questione di classe dirigente".

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di Giuseppe Ritucci (g.ritucci@zonalocale.it)

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