"Fuochi non autorizzati e incendio colposo": due denunciati per l’incendio all’Incoronata - Le indagini della polizia hanno scoperto varie irregolarità
 
Vasto   Cronaca 23/05

"Fuochi non autorizzati e incendio colposo": due denunciati per l’incendio all’Incoronata

Le indagini della polizia hanno scoperto varie irregolarità

Prendi i soldi e scappa. Ad ascoltare il resoconto della polizia di Stato del Commissariato di Vasto è questa l'impressione. Le indagini portate avanti dagli uomini coordinati dal commissario Fabio Capaldo riguardo l'incendio scoppiato a causa dei fuochi della festa dell'Incoronata hanno portato alla denuncia di due persone.

Numerose le irregolarità riscontrate. Tra queste anche la mancata chiamata dei soccorsi da parte della ditta. Questa, secondo il racconto della polizia, a fiamme già alte ha ricaricato il materiale sul proprio furgone, incassato i soldi e ripartita per la propria sede fori regione.

"Gli uomini del settore di polizia amministrativa e sociale del Commissariato di Vasto – spiega la nota delle forze dell'ordine – a seguito dell’incendio che si è sviluppato durante i fuochi d’artificio della Festa dell’Incoronata del 28 aprile 2019 [LEGGI], hanno accertato ed evidenziato gravi responsabilità penali e amministrative ricadenti in capo a chi, quella sera, doveva dar vita allo spettacolo pirotecnico.

Come è noto, verso le ore 22.00 del 28 aprile scorso, si dava inizio al programmato spettacolo pirotecnico avente quale base il terreno di gioco del campo di pertinenza della parrocchia dell’Incoronata. Subito dopo, cominciavano a divampare diversi focolai di incendio; quelli più significativi tra l’ampio canneto presente nel vallone sottostante.

Gli addetti all’accensione mostravano scarsa vigilanza sul loro operato, tanto da non accorgersi dell’incendio ormai divampato nel canneto e, soltanto grazie al pubblico presente, si riusciva a destare la loro attenzione. Gli stessi, però, anziché richiedere l’immediato intervento dei soccorsi, caricavano l’attrezzatura sul proprio furgone, incassavano il compenso pattuito e si dileguavano fuori regione.

Gli accertamenti specialistici eseguiti dal personale del settore amministrativo e della polizia scientifica permettevano di ricostruire con chiarezza quanto accaduto. 

In primis veniva accertato che, al momento dell’accensione dei fuochi, non veniva data l’obbligatoria comunicazione alle forze di polizia; si acclarava, poi, l’assenza di personale qualificato per la prevenzione degli incendi. 

Inoltre, al termine degli spari, non veniva effettuata la fondamentale bonifica della zona interessata dai fuochi d’artificio; infatti, durante il sopralluogo eseguito dal personale preposto alle indagini, si rinvenivano diverse cariche inesplose (rendine) altamente pericolose atteso il loro alto potenziale pirico.

Ancora, si accertava che a innescare gli artifici pirotecnici non era stato il titolare dell’autorizzazione concessa, il quale tra l’altro usava fuochi altamente difformi da quelli autocertificati nella documentazione presentata. Infine, la mancata valutazione delle avverse condizioni atmosferiche, in particolare il forte vento, ingenerava una situazione di pericolo estremo; anziché, indurre alla non accensione.

Per tali ragione, il titolare della licenza e chi ha materialmente esplosi i fuochi di artificio sono stati denunciati per incendio colposo, falso ideologico commesso da privato in atto pubblico ed illecita accensione di fuochi non autorizzati; oltre a numerose e gravi violazioni amministrative, tanto che questo Ufficio ha già interessato le rispettive Prefetture affinché valutino ogni intervento sanzionatorio anche sulle licenze autorizzative per le ditte coinvolte ed eventuali sospensioni o revoche.

L’infaticabile lavoro effettuato dal personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Vasto, mira a far sì che le ricorrenze civili e religiose possano essere festeggiate serenamente dalla cittadinanza nel rispetto delle antiche tradizioni, senza che occasioni di aggregazione e condivisione debbano tramutarsi in momenti di pericolo e panico, a causa di condotte per niente professionali e rispettose della legge, poste in essere da coloro i quali, lungi dall’onorare la propria professione, riducono questa tradizionale attività in un banale mezzo per produrre utili a buon mercato". 

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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