L’altra Brexit: Tracey, Robert e Aimee dall’Inghilterra a Palmoli."Un sogno poter vivere in Abruzzo" - Cambio radicale per una famiglia inglese
 
Palmoli   Attualità 10/04

L’altra Brexit: Tracey, Robert e Aimee dall’Inghilterra a Palmoli."Un sogno poter vivere in Abruzzo"

Cambio radicale per una famiglia inglese

Dal Berkshire a... Palmoli, biglietto di sola andata. Lunedì mattina, il piccolo comune dell'entroterra ha guadagnato altri tre residenti: un fatto non scontato in un periodo in cui gran parte dei centri del Vastese sono alle prese con la piaga dello spopolamento, ancora meno se si pensa che i tre neopalmolesi arrivano direttamente dall'Inghilterra.

Tracey Robinson, Robert Taylor e la loro figlia Aimee hanno deciso di trasferirsi in pianta stabile e da tre giorni sono ufficialmente residenti a Palmoli. L'8 aprile scorso, la famiglia – accompagnata da Monia Di Guilmi dell'agenzia immobiliare Abruzzo Rural Property di San Salvo – è stata ricevuta in Comune dal sindaco Giuseppe Masciulli per sbrigare le pratiche burocratiche del caso. 

Si tratta probabilmente di un decisione controcorrente (che ha sorpreso anche chi scrive, convinto inizialmente di raccontare solo la scelta di una casa per le vacanze, nda), ma le parole di Tracey e Robert sottolineano alcuni aspetti che a volte rischiano di finire all'ombra delle difficoltà che chi vive da sempre in questi posti si ritrova davanti quotidianamente: "È sempre stato un nostro sogno – dicono Tracey e Robert – Siamo attratti dallo stile di vita più rilassato, dalla persone molto socievoli e disponibili e dal clima". 

La prima visita in Abruzzo è dell'anno scorso, da allora hanno deciso di riprogettare la loro vita qui. Entrambi insegnanti, hanno venduto la loro casa in Inghilterra per trasferirsi in Italia; Aimee sta per compiere 15 anni, a breve dovrà scegliere la scuola da frequentare. 
Un cambio radicale per i tre che hanno scelto una casa in campagna ristrutturata e abitata per 12 anni da un'altra famiglia inglese che ha dovuto trasferirsi in Canada.

FENOMENO IN CRESCITA - Monia Di Guilmi da 7 anni con la sua agenzia immobiliare, la Abruzzo Rural Property, mette in contatto stranieri – europei e non – che vogliono vivere in Abruzzo (o alla ricerca di una casa per le vacanze) e proprietari, oggi dice che si tratta di una tendenza in aumento: "È un fenomeno che sta crescendo negli ultimi anni. Chi decide di investire nella nostra regione lo fa per i prezzi perché l'Abruzzo non è caro come la Toscana, ci sono mare e montagna a poca distanza, ci sono i parchi, l'aeroporto e Roma non è lontana". 
Nel nostro territorio, oltre a Palmoli, come evidenziato dalla stessa Di Guilmi, questa tendenza sta coinvolgendo positivamente anche Tufillo, Roccaspinalveti, Casalanguida e i piccoli comuni al di là del Trigno, in Molise; "In generale, sono favoriti anche quei comuni che velocizzano l'iter burocratico".

RECUPERO ABITATIVO E NON SOLO - Il fenomeno – che si tratti di prime o seconde case – è importante anche per un altro motivo. Con la piaga dello spopolamento nei piccoli comuni dell'entroterra decine di abitazioni restano vuote con i proprietari spesso irrintracciabili (in casi estremi anche ereditari inconsapevoli) o lontani migliaia di chilometri. Il problema così diventa l'assenza di manutenzione con gli edifici che dopo anni iniziano a mostrare il segno del tempo e a versare in condizioni precarie. 

"Il fenomeno è estremamente positivo – dice il sindaco Masciulli che ha consegnato alla famiglia il volume Palmoli mia – per i rispettivi territori. Qui negli ultimi anni sono state vendute a stranieri, tra campagna e centro storico, circa 50 case; si tratta maggiormente di abitazioni per le vacanze, di residenze fisse invece ne sono una 15ina (da Inghilterra, Belgio, Germania e anche Sudafrica). Chi decide di trasferirsi qui apporta nuovi capitali creando anche lavoro per le ditte locali chiamate a eseguire interventi di manutenzione e ristrutturazione sui fabbricati, a volte, devo dire, attenendosi ancor più scrupolosamente alla tradizione rispetto a chi già abita qui. I loro figli poi frequentano gli asili e le scuole locali insieme ai palmolesi e ai bambini africani dello Sprar".

Un melting pot in salsa palmolese segno dei tempi, esempio di pacifica convivenza tra culture e tradizioni diverse.

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di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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