"Vasto aumenta del 30% la tassa di soggiorno. Delibera passata sotto silenzio" - Il "no" di Federalberghi e Confcommercio: "Incremento già per l’estate 2019"
 
Vasto   Attualità 12/03

"Vasto aumenta del 30% la tassa di soggiorno. Delibera passata sotto silenzio"

Il "no" di Federalberghi e Confcommercio: "Incremento già per l’estate 2019"

Il Golfo di VastoNo all'aumento del 30% della tassa di soggiorno a Vasto. Federalberghi e Confcommercio vogliono un incontro urgente all'amministrazione comunale di Vasto, perché l'inasprimento dell'imposizione fiscale arriva "per la stagione 2019, a fine febbraio 2019, quando è stato venduto circa il 40% delle prenotazioni estive" e chiedono che "un' economia centrale come il turismo vastese non venga considerata solo esattore per il Comune per poi non avere nemmeno la dignità imprenditoriale di poter programmare ed individuare le priorità su cui applicare eventuali risorse", protestano Marisa Tiberio (Confcommercio Chieti), Anna Caterina Celenza (Federalberghi Chieti), Giammarco Giovannelli (Federalberghi Abruzzo) e Mariachiara Boccassini (Giovani albergatori Abruzzo).

"Con una delibera silenziosa del 26 febbraio 2019, che a tutt’oggi non è stata ufficialmente comunicata agli operatori, il Comune di Vasto ha approvato un aumento del 30% sulle tariffe per l’imposta di soggiorno nell’esercizio 2019.
Sin dall’inizio, a partire dall’introduzione nell’anno 2013, abbiamo invitato le amministrazioni locali al dialogo e al confronto su un tema così importante affinché giungessimo insieme ad un comune accordo. Tuttavia non abbiamo trovato questa disponibilità, e ci dispiace doverlo riscontrare ancora una volta.
Ci chiediamo come sia possibile prendere decisioni di tale portata e importanza senza previa consultazione degli operatori del turismo, che oltretutto incassano l’imposta per conto del Comune".

Le associazioni di categoria lamentano un danno economico, perché le prenotazioni sono state vendute "con una quotazione che include la tassa di soggiorno espressa in tariffe inferiori a quelle che, invece, si troveranno a pagare i turisti o che dovranno essere assorbite dalla struttura ricettiva con una effettiva perdita di guadagno; per non parlare di contratti con Tour Operator e Ota, che per la stagione 2019 sono stati firmati nell’anno 2018.
Non è questo il modo giusto di creare sviluppo nel territorio, non è questo il modo per collaborare.
Oggi più che mai è necessario che pubblico e privato siano uniti nella strategia di promozione turistica del territorio, bisogna creare insieme un piano strategico, creare offerte coordinate e cercare di aumentare, e mantenere nel tempo, i flussi.
E’ opportuno istituire un tavolo di lavoro per decidere insieme agli operatori del turismo come investire una parte degli introiti derivanti dalla tassa di soggiorno.
E’ bene ricordare che parliamo di una tassa di scopo, e in quanto tale serve a finanziare interventi in materia di turismo, interventi a sostegno delle strutture ricettive, interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali, e non solo il rifacimento del manto stradale". 

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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