Legnini scalda il centrosinistra e attacca: "Lega e M5S hanno riportato il Paese in recessione" - Elezioni -7. Menna, ironia su Salvini: "Non mi sono messo la giacca dei vigili"
 
Vasto   Politica 03/02

Legnini scalda il centrosinistra e attacca: "Lega e M5S hanno riportato il Paese in recessione"

Elezioni -7. Menna, ironia su Salvini: "Non mi sono messo la giacca dei vigili"

Vasto: il comizio di Giovanni Legnini al Politeama Ruzzi"Non mi sono messo la giacca della polizia municipale, perché ne avevamo solo una, viste le ristrettezze economiche dei Comuni". Francesco Menna prende la parola ironizzando sull'abitudine di Salvini di indossare nei suoi comizi il giubbotto della polizia. Il sindaco di Vasto presenta uno a uno i candidati del centrosinistra del Vastese al Consiglio regionale. Poi introduce Giovanni Legnini, che dice: "Ho scoperto in Francesco le inaspettate doti di presentatore".

L'ex vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, che corre per la carica di presidente della Regione per confermare il centrosinistra alla guida dell'Abruzzo, lancia l'ascia di guerra contro le due gambe su cui si regge il Governo nazionale giallo-verde, il Movimento 5 Stelle e la Lega. Secondo Legnini, sta accadendo "un fenomeno che non ha precedenti nella storia democratica di tutta la nostra Regione, ma direi di tutte le Regioni italiane, cioè un intero Governo, che litiga a Roma, che è inconcludente, che in pochi mesi ha avuto la straordinaria capacità, per così dire, ahinoi, di riportare il Paese in recessione, che ha accresciuto l'isolamento del nostro Paese nel contesto internazionale, che ha accresciuto l'incertezza per il nostro futuro, che ha fatto scelte che determinano la crescita di debito e deficit, non trova altro di meglio da fare che venire qui ripetutamente, ossessivamente, pervasivamente in tutte le città, in tutte le piazze; il vice premier, l'altro vice premier, i leader, persino Berlusconi è tornato e non c'è andato nessuno, l'altro ministro e l'altro ministro. Lo stanno facendo con un senso delle istituzioni vicino allo zero. Io non ho mai visto un ministro degli Interni, un ministro del Lavoro, un ministro dell'Ambiente, un ministro della Salute che va in un comune e non chiama il sindaco e non incontra il sindaco. Se il ministro degli Interni, responsabile della sicurezza nazionale, viene a Vasto, la prima cosa che deve fare (poi va a fare la propaganda per i suoi candidati) la prima cosa che deve fare è chiedere al sindaco qual è lo stato della sicurezza, deve informarsi circa il fatto che questo è un territorio che scopre che è stato oggetto di tentativi di infiltrazione nei quali le forze dell'ordine, la magistratura ci stanno preservando da rischi molto gravi, molto seri. Se io fossi stato il ministro dell'Interno, avrei fatto innanzitutto questo".

APPELLO AGLI ELETTORI M5S - Legnini si rivolge agli elettori che, alle politiche del 2018, hanno votato il Movimento 5 Stelle "per protesta", sostiene l'ex senatore. "Vogliamo noi, in questa circostanza, fornire loro una possibilità di tornare a votare, come molti mi hanno detto, senza imbarazzi, senza doversi porre molti interrogativi, anche in virtù del fatto, e di questo vado assolutamente fiero, che noi abbiamo promosso una straordinaria partecipazione di donne, di giovani, di uomini, di espressioni di vari mondi, del mondo del lavoro, degli amministratori. Stiamo animando una delle pagine politiche più belle della storia recente.
Quando molti di voi, molti sindaci, mi chiesero di deviare il corso della mia vita personale e istituzionale, di tornare a dare la disponibilità, io chiesi esattamente questo: ok, ci sono, non pensiamo che i problemi, le emergenze, le aspettative, la complessità della situazione che stiamo vivendo possano essere caricati su un'esperienza solitaria, su una guida solitaria, su un uomo solo al comando, che è modello politico a me assolutamente estraneo e dissi: se ci sarà un segnale ampio, diffuso, che proviene dalla società civile, un segnale di partecipazione, un moto di riscatto, una volontà di riprendere in mano il futuro della Regione, allora io ci sto. E così è andata.

SANITÀ - Attacca la ministra della Sanità, Giulia Grillo, che nei giorni scorsi è stata in Abruzzo: "Ha detto: per gli ospedali ci sono 228 milioni, la colpa è della Regione. Sui fondi - precisa Legnini - la commissione tecnica del Ministero si deve esprimere da 7-8 mesi e non si esprime e tu, ministro, vieni a dire non so dove, come e quando" si faranno gli ospedali.

"Noi siamo partiti nel 2007 con un commissariamento della sanità a seguito di un debito schiacciante; noi, il Lazio, che non ancora esce, la Campania, la Sicilia, alcune Regioni era schiacciate dal debito sanitario. Noi eravamo quella messa peggio. Quindi l'obbligo giuridico di estinguere i debiti diluendoli negli anni, quindi il guinzaglio alle politiche sanitarie e l'obbligo di ridurre tutto. Le sofferenze ci sono dappertutto, perché in questi anni abbiamo dovuto pagare i debiti e ridurre le prestazioni sanitarie. Oggi c'è una possibilità di invertire questa tendenza, perché siamo usciti dal commissariamento. Dobbiamo fare l'ultimo passo impegativo per uscire dal piano di rientro, abbiamo abbassato un po' il debito, abbiamo alzato i livelli di assistenza. Avremo qualche debito in meno, qualche risorsa in più".

REGIONE - "C'è stato un progressivo distacco dell'istituzione regionale dalle aspettative dei cittadini e delle imprese, dalle istanze degli amministratori locali, dalla capacità di incidere in profondità sulla realtà, sulla vita concreta, sull'andamento dell'economia. E noi il primo obiettivo che dobbiamo conseguire è tornare a colmare questo gap, questa distanza, a ridurla, ad accorcia".

"Riformare in profondità l'istituzione regionale, perché non funziona. Io non sceglierò le persone fedeli. Sceglierò le persone competenti e capaci di risolvere i problemi".

PORTI - "Sono stati assunti degli impegni sul porto che noi attueremo: il collegamento ferroviario, il potenziamento del porto industriale, per fortuna si va superando quella dicotomia Ortona sì, Vasto no: c'è bisogno di potenziare il porto di Ortona e c'è bisogno di potenziare il porto di Vasto, perché il traffico merci che si potrà garantire potenziando entrambi i porti, costituirà un volano formidabile della nostra economia".

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di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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