Salvini a Vasto e Lanciano, Potere al Popolo: "Non è il benvenuto" - Elezioni regionali 2019 - La polemica: "Dalla Lega 25 anni di insulti contro il Sud"
 
Vasto   Politica 20/01

Salvini a Vasto e Lanciano, Potere al Popolo: "Non è il benvenuto"

Elezioni regionali 2019 - La polemica: "Dalla Lega 25 anni di insulti contro il Sud"

Matteo Salvini nella convention del 4 gennaio a Montesilvano"Prima l'umanità, Salvini not welcome". È lo slogan con cui Potere al Popolo accoglie il vice premier, tornato in Abruzzo per un nuovo tour elettorale che lo vedrà impegnato oggi in due comizi: alle 16 a Vasto, in piazza Diomede (in caso di pioggia, al Politeama Ruzzi) e poi a Lanciano, alle 18, al cinema Maestoso

"Una campagna elettorale - si legge in una nota di Potere al Popolo Vasto-Lanciano - non può fare dimenticare 25 anni di insulti deliranti contro il Sud, l’Abruzzo, i meridionali. La nostra regione è stata definita dai leghisti 'un peso morto come tutto il Sud'; le popolazioni che hanno subito il tragico terremoto del 6 aprile 2009, con 309 morti e migliaia di sfollati, come lamentosi che fanno sceneggiate; chi parte dai nostri territori per cercare lavoro in aree meno depresse della nostra, come fannulloni e gente senza cultura del lavoro.

Con ogni probabilità non lo sa, troppo impegnato a cercare capri espiatori per alimentare la sua propaganda, ma se tanti sono partiti da questa regione è perché in Abruzzo il tasso di disoccupazione è raddoppiato negli ultimi dieci anni. Qui la cultura del lavoro manca non tra i lavoratori, giovani e meno giovani, ma troppo spesso alle imprese. Questa è la terra che ha visto chiudere, da un giorno all’altro, la Golden Lady, la Honeywell Garrett, la Sider Vasto, il Pantalonificio abruzzese, la Sixty, la Ball Corporation e si potrebbe continuare l’elenco.

In questa regione che non ha mai smesso di essere una terra di emigranti, il problema, quindi, non sono gli immigrati, ma chi delocalizza. Non gli immigrati, ma il caporalato. Non gli immigrati, ma le infiltrazioni mafiose. Eppure, da Salvini e dalla Lega non abbiamo sentito una sola parola sul caporalato nella Piana del Fucino; non una parola su abusivismo e lavoro nero che pone l’Abruzzo al quinto posto in Italia; non una parola sulle grandi inchieste storiche sulla criminalità organizzata in Abruzzo, come quelle Histonium, Adriatico, Tramonto, quelle tra Pescarese e Marsica, né sull’allarme della Dia (Direzione Investigativa Antimafia) sull'esistenza di una spartizione tra 'Ndrangheta e Camorra di Abruzzo e Molise.

Ora Salvini viene in Abruzzo - polemizza il movimento di sinistra - a sfilare nella passerella elettorale che gli è stata preparata e gli abruzzesi sembrano essersi affrancati dall’epiteto di terroni per diventare elettori. Salvini oggi è forte di anni di politiche antipopolari condotte dal Pd e dal centrosinistra che gli hanno aperto un’autostrada di consensi, anticipando le politiche dell’attuale governo che, come i precedenti, china la testa di fronte ai burocrati di Bruxelles e mostra i muscoli davanti ai più deboli.

In Abruzzo, dopo anni di centrodestra e centrosinistra, ci troviamo una regione peggiore sotto tutti gli indicatori di vivibilità, con una sanità allo sfascio dopo le presidenze regionali di Chiodi e di D’Alfonso. E se questa regione non è stata addirittura svenduta alle multinazionali affamate di risorse e soldi, è per la tenacia degli abruzzesi che hanno fermato la devastazione del territorio da scellerati progetti favoriti dalle politiche di centrodestra e di centrosinistra.
In Abruzzo abbiamo bisogno di politiche serie per l’occupazione, di servizi pubblici che funzionino, di tutela e valorizzazione del territorio, di una sanità che garantisca il diritto alla salute a tutti". 

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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