"L’istituzione della Zes è un esproprio della terra", Porta Nuova convoca un’assemblea pubblica - L’associazione sottolinea le criticità
 
Vasto   Ambiente 15/01

"L’istituzione della Zes è un esproprio della terra", Porta Nuova convoca un’assemblea pubblica

L’associazione sottolinea le criticità

Si terrà il prossimo 18 gennaio (ore 21) nella sala della parrocchia di San Giuseppe, in via Buonconsiglio (nel centro storico di Vasto) l'assemblea pubblica convocata dall'associazione Porta Nuova sull'istituzione della Zes da parte della Regione Abruzzo.

Per l'associazione si tratterebbe di "una vera e propria espropriazione della terra, della gestione del territorio e del destino collettivo di un’intera popolazione. Sono previsti: a Vasto il raddoppio dell’area industriale fino all’Incoronata e poi interamente a ridosso (e in parallelo) della Riserva di Punta d’Erce; lungo la costa del Parco Nazionale l’istituzione della Macro Area Ortona-Vasto dedicata ai settori: Automotive, Edilizia, Chimico e Petrolifero; in quest’area attrarre investimenti, anche dall’estero, senza andare troppo per il sottile in termini di compatibilità ambientale (così la Delibera di Giunta Regionale n. 793 dello scorso agosto), e anzi con particolare riguardo ai casi di autorizzazione alla installazione di impianti di produzione di energia da fonti alternative; nell’intera area, infine, tutte le decisioni rimesse al Comitato di Indirizzo della ZES, composto dal presidente dell'Autorità portuale e dai rappresentanti della Regione, della presidenza del consiglio dei ministri, del ministero delle infrastrutture e dei trasporti".

"Di tutto questo – continua l'associazione – le amministrazioni comunali, i partiti tutti, i candidati alle elezioni regionali sino ad ora non hanno detto assolutamente nulla. Si va alle elezioni regionali senza sapere per che cosa si va a votare. Le cose che contano, come da prassi consolidata, si discutono in separata sede. I vastesi, e tutta la popolazione della zona, che negli anni si sono opposti a tanti progetti di impianti ad alto impatto ambientale, resteranno inerti, ora, di fronte a una minaccia incomparabilmente più grave?".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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