Alessandro Leone presenta il suo 4° libro. "A Vasto sono rinato" - L’intervista all’autore
 
Vasto   Cultura 15/12/2018

Alessandro Leone presenta il suo 4° libro. "A Vasto sono rinato"

L’intervista all’autore

Alessandro LeoneDue libri: Il sorriso di Dio e Francesco non ha paura. Alessandro Leone, perchè questa doppia presentazione oggi pomeriggio alle 18 nella Sala Aldo Moro di Vasto?

"Il Sorriso di Dio è del 2017. L'ho presentato solo a Rocca San Giovanni, dove non conoscevo nessuno, ma mi hanno invitato... Poi mi è stato chiesto: 'Perché non lo presenti anche a Vasto?'. E così, siccome a giorni avrei finito Francesco non ha paura, ho abbinato le due cose".

Quando e come è iniziata la tua passione per la scrittura?

"Nel 2015 io e mia moglie compivamo 25 anni di matrimonio: ci siamo sposati il 30 aprile del 1989. Eravamo nel bel mezzo della crisi economica. Mi sono chiesto: 'Cosa le regalo?'. Così mi è venuto in mente di scrivere un libro e dedicarlo a lei. Il mio primo libro, intitolato Ho sposato una scarpa, è autobiografico. Del resto, in genere, i libri d'esordio sono autobiografici: uno racconta innanzitutto se stesso. E questo racconta la mia storia, tranne l'ultima pagina in cui muoio; invece, fortunatamente, sono ancora qui. Il protagonista si chiama Paolo Leonetti e, nella storia, ho inserito la figura dell'avvocato Maltempo, ispirato all'avvocato Roberto Bontempo, recentemente scomparso. Una persona straordinaria. E' stato lui il primo che mi ha dato fiducia quando mi sono trasferito qui a Vasto".

Sei romano. Perché hai deciso di trasferirti a Vasto?

"Di Vasto sentii parlare per la prima volta quando conobbi la ragazza che sarebbe poi diventata mia moglie. Eravamo entrambi studenti universitari a Roma. Lei mi chiese gli appunti per l'esame di psicologia. Parlando, mi disse: 'Sono di Vasto'. Io, che non conoscevo Vasto, le risposi: 'Ah, Vieste. La conosco. Bella cittadina'. E lei: 'Non Vieste. Vasto, in Abruzzo'. Poi, dopo sei anni di matrimonio, mi sono trasferito a Vasto. Qui è iniziata la mia seconda vita. Era il 1994. Ero coordinatore dei corsi di moda, pubblicità e giornalismo della scuola dell'Istituto europeo del design. Un lavoro che, per me, è stato un grande insegnamento. Quel 1994 fu un anno difficile. Eravamo sposati da sei anni, con un figlio che nasceva. Persi il lavoro e mio padre morì. Allora decidemmo di trasferirci a Vasto. Ci venivo in vacanza. Qui sono ripartito da zero. E sono rinato".

Com'è la Vasto di oggi paragonata a quella che hai trovato nel 1994?

"Sono uno strenuo difensore di Vasto. E' carina e accogliente. Si sta bene. Potrebbe essere più curata, ma io non mi lamenterei; mi farei prima una passeggiata a Roma, su quelle strade disastrate".

C'è un filo conduttore che accomuna i tuoi quattro romanzi?

"Ogni libro è legato a un argomento. Il primo al matrimonio. Il secondo, invece, ha una doppia stesura e due titoli: il primo racconto, Le parole del pesce rosso, ha uno sfondo erotico, ma in realtà riguarda i temi dell'immigrazione e della gentilezza; quello successivo alle modifiche, invece, è intitolato Le parole gentili del pesce rosso, perché non solo la bellezza salverà il mondo, ma è soprattutto la gentilezza ciò che serve al mondo. E' un romanzo crudo, forte, raccapricciante.

Il terzo e il quarto libro sono ispirati a 'Un borghese piccolo piccolo', il film di Monicelli. C'è un primo tempo divertente, poi un secondo drammatico. Si inizia con un sorriso e si finisce con una lacrima. Francesco non ha più paura è ispirato alla vita di San Francesco e incentrato sul tema della paura. Sono un paurologo: vivo la paura e quel libro nasce dalle mie paure. Il Sorriso di Dio è ispirato, come dice il titolo, al sorriso".

Sono i due romanzi che Alessandro Leone presenterà oggi pomeriggio, alle 18, nella Sala Aldo Moro, all'ultimo piano degli ex palazzi scolastici di corso Nuova Italia.

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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