F@r Web - Saturae
 
Vasto   Editoriali 12/12/2018

F@r Web

Saturae

(foto da leonardo.it)Se avete un figlio tra i 10 e i 16 anni che passa molto tempo davanti allo smartphone o al tablet, sappiate che con ogni probabilità sarà un follower di uno youtuber, quasi certamente di un gamer.

Personalmente, la prima volta che mi sono imbattuto in questo “universo”, è stato sei anni fa, quando chiesi al mio figlio minore (all’epoca in prima elementare) cosa volesse fare da grande e lui mi rispose senza esitazioni: “Lo youtuber”.

Fui naturalmente costretto ad acculturarmi in fretta e furia e, con mio immenso stupore, scoprii che esiste tutta una pletora di personaggi che passa il tempo a registrare e pubblicare video con scherzi assurdi, canzoni demenziali, cartoni surreali, sessioni di gioco online, scadenti sit-com sulla scuola, sprazzi di vita quotidiana recitata male e spacciata per vera. In questo mondo – pensate – basta dire “Ciao, Antonio” o snocciolare l’alfabeto oppure narrare la propria gravidanza per diventare famosi. Tutto fa show e, soprattutto, fa soldi.

Sì, perché una volta addentratomi in questo mondo (e superato il ribrezzo iniziale), ho dovuto prendere atto che sotto la patina di squallida vanità scorrono soldi veri, tanti.

La prestigiosa rivista americana Forbes ha recentemente pubblicato un articolo (https://forbes.it/2018/12/07/fashion-buzz-cosa-ha-fatto-tendenza/) su uno degli youtuber più ricchi al mondo: si chiama Ryan, è americano e ha sette anni; Ryan ha un canale Youtube (ritengo creato ed aggiornato dagli scaltri genitori) nel quale lui gioca con giocattoli forniti da varie aziende americane cui, evidentemente, procura molta pubblicità, visto che il suo canale conta 17,3 milioni di follower e un totale di quasi 26 miliardi di visualizzazioni. Grazie a ciò, il piccolo Ryan ha guadagnato 22 milioni di dollari nei 12 mesi precedenti al 1° giugno 2018.

Ma scorrendo la lista degli youtuber più ricchi, troviamo Mark Fischbach (29 anni e 17,5 milioni di dollari guadagnati girando video in cui gioca alla PS4) e Sean McLoughlin, meglio noto come “Jacksepticeye” (20 anni e 16 milioni di dollari guadagnati), con il quale Fischbach ha anche co-fondato una linea di abbigliamento sportivo di tendenza (“athleisure”, in gergo).

In Italia spopolano personaggi come iPantellas (1,2 milioni di Euro guadagnati con video comici), CiccioGamer89 (1,8 milioni guadagnati girando video in cui lui gioca con i più famosi videogames), Lorenzo Ostuni, meglio noto con il nome di Favij (oltre 2 milioni di Euro guadagnati mentre gioca alla playstation) e Sofia e Luigi, in arte Me Contro Te (circa 3 milioni di Euro ricavati dai video in cui ci raccontano la loro movimentata storia d’amore).

È evidente che per un cinquantenne come me, che “so legger di greco e di latino”, tutto questo rappresenta quanto di più lontano possa esserci dalla mia sensibilità, dal mio trascorso, da ciò che (ahimè) sono oggi; cionondimeno, è un fenomeno reale, con cui è impossibile – e, aggiungerei, sbagliato – non fare i conti.

Le nuove tecnologie, infatti, hanno aperto orizzonti immensi e altrettanto immensi spazi di comunicazione, di crescita, di business che prima semplicemente non esistevano ed è oltremodo stupido negare questo.

Il raffronto storico che mi viene in mente, tanto per capirci, è quello del XVI secolo, all’indomani della scoperta dell’America: un mondo nuovo era stato appena rivelato e c’era un incredibile fermento, spirito di iniziativa, voglia di esplorare che ha animato e definitivamente cambiato la storia dell’Umanità. Naturalmente, in prima battuta, furono quelli senza scrupoli a gettarsi sulla novità, razziando, sfruttando, calpestando valori e dignità; ma, con il tempo, quando il resto del mondo capì davvero cosa aveva di fronte, si aprirono svolte epocali, che culminarono nella Dichiarazione di Indipendenza del 1776, che ispirò i principi e le idee della Rivoluzione Francese del 1789 e, da lì, di tutta la storia contemporanea.

Oggi il WEB è come il Far West di allora: terra di conquista, senza troppe regole, dove gli scrupoli e i valori sono come il fardello che il pentito schiavista di “Mission” interpretato da De Niro si portava sulle spalle sulle Cascate dell'Iguazú.

In un futuro prossimo le nuove tecnologie diventeranno strumento di crescita sociale, economica, culturale. Ad oggi, purtroppo, la realtà è che le stiamo usando come dei barbari e lasciamo ai furbi di sfruttarle per il loro mero interesse personale.

di Elio Bucciantonio

Commenti




 

 
 
 
 
 

Chiudi
Chiudi