M5S: "Pulchra, il Comune svaluta la sua quota: è un pateracchio" - La polemica
 
Vasto   Politica 13/10

M5S: "Pulchra, il Comune svaluta la sua quota: è un pateracchio"

La polemica

Dina Carinci e Marco Gallo (M5S)Di cosa parliamo - Da mesi si discute del futuro della Pulchra spa, la società che gestisce la raccolta differenziata e la pulizia delle strade a Vasto. Il Comune, titolare del 51% delle azioni (il 49% è della Sapi srl di Gianni Petroro), ha deciso di mettere in vendita la sua quota. Il Movimento 5 Stelle rivela che l'amministrazione comunale ha fatto aggiornare la valutazione del pacchetto azionario di maggioranza, rivista al ribasso: la partecipazione ora vale 177mila euro in meno rispetto alla stima iniziale.

VASTO - "Un gran pateracchio, avente l’unica finalità di abbassare, a più riprese, il valore della quota azionaria che il Comune intende alienare a vantaggio del probabile unico concorrente, comunque garantito dal diritto di prelazione in caso di esito sfavorevole della gara".

Così il Movimento 5 Stelle di Vasto interpreta la rivalutazione della quota di maggioranza del Comune di Vasto e invita l'amministrazione Menna a ritirare in autotutela i documenti sinora pubblicati in attesa di discutere nel prossimo Consiglio comunale diversi aspetti contrattuali poco chiari".

"La pubblicazione dell’Avviso per manifestazione di interesse per l’acquisto della quota di partecipazione del Comune nella Pulchra Spa, con relativo affidamento dei servizi di igiene urbana per i prossimi 5 anni alla stessa Pulchra, ha evidenziato un inaspettato aggiornamento al ribasso del valore della quota da mettere a base d’asta, sceso da 1.336.311 a 1.158.965 euro, con una riduzione di 177.346 euro pari al 13,27% dell’importo iniziale. La consulente Adelina Di Pietro, in data 7 luglio 2018, ha inviato al Comune una nota di revisione della precedente stima del 2 febbraio 2018, adducendo il fatto che la prima stima era riferita al 30 settembre 2017 mentre ora, essendo stato reso disponibile il bilancio consuntivo al 31 dicembre, la stima doveva essere aggiornata.  La stima doveva essere necessariamente aggiornata? A noi non sembra. Nel primo documento presentato il 2 febbraio 2018 la consulente non accenna in alcun modo alla necessità di disporre del bilancio consuntivo 2017 della Pulchra e neppure l’Amministrazione comunale aveva espresso perplessità, o riserve di revisione, per una   stima che si basava sui dati acquisiti al 30 settembre 2017".

I pentastellati ricordano che "prima dell’aggiornamento definitivo ne era stato redatto un altro in data 23 giugno 2018, con una parziale riduzione del valore da 1.336.311 a 1.290.718 euro. La stima è composta da una valutazione patrimoniale ed una reddituale, ambedue ridotte dalle revisioni, non a seguito di accadimenti negativi dell’azienda, ma come conseguenza di scelte di bilancio e di modifica dei criteri di valutazione da cui ci si doveva esimere nei mesi immediatamente precedenti la gara. La componente patrimoniale è stata infatti penalizzata dalla scelta aziendale di accantonare al fondo rischi 270.000 euro, cifra definita dalla stessa consulente 'superiore al trend storico'. La componente reddituale invece è stata ridotta in quanto mentre la prima stima si basava sulla media del periodo 2014-2021 'per garantire maggiore robustezza all’analisi' (così scriveva la consulente), la revisione calcola la media del reddito previsto nel periodo 20152023, affidandosi più alle previsioni che ai consuntivi e spostando quindi il calcolo della media verso gli anni futuri, per i quali si prevedono utili netti minori. Questa variazione della componente reddituale in ogni caso non ha nulla a che fare con la disponibilità del bilancio consuntivo Pulchra 2017, addotta gratuitamente per motivare la seconda revisione".

Secondo i Cinque Stelle, si tratta di "una sottile alchimia di numeri ed anni di riferimento che salgono e scendono, appaiono e scompaiono, un gran pateracchio insomma, avente l’unica finalità di abbassare, a più riprese, il valore della quota azionaria che il Comune intende alienare a vantaggio del probabile unico concorrente, comunque garantito dal diritto di prelazione in caso di esito sfavorevole della gara. L’analisi dei documenti pubblicati con il bando di gara evidenzia inoltre palesi e gravi incongruenze tra la perizia della consulente, il capitolato tecnico e lo schema di contratto. Abbiamo già segnalato alcune di queste incongruenze agli uffici comunali ma riteniamo che, in ogni caso, sia necessario, da parte dell’amministrazione, ritirare in autotutela i documenti sinora pubblicati in attesa di discutere nel prossimo Consiglio comunale diversi aspetti contrattuali poco chiari".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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