A Vasto il primo ambulatorio gestito da infermieri per assistere i pazienti stomizzati - "Così siamo più vicini ai nostri pazienti"
 
Vasto   Attualità 22/09

A Vasto il primo ambulatorio gestito da infermieri per assistere i pazienti stomizzati

"Così siamo più vicini ai nostri pazienti"

Un prezioso servizio per i pazienti e il riconoscimento della professionalità degli infermieri che da anni operano al loro servizio. Al distretto sanitario di via Michetti a Vasto è stato istituito il primo ambulatorio a gestione infermieristica che si occuperà dell'assistenza dei pazienti stomizzati. A presentare l'iniziativa, ieri, c'erano la responsabile del distretto, Michela Tascione, il direttore dell’unità operativa Servizio delle professioni sanitarie, Franco Giancristofaro, alla presenza del direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, dell’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, del sindaco di Vasto, Francesco Menna, e del presidente dell’Associazione stomizzati incontinenti abruzzese (Asia), Fausto Paolini. 

I servizi dell'ambulatorio - L’assistenza specializzata per le stomie comincia nella fase pre-operatoria e prosegue dopo l’intervento fino alla riabilitazione, rendendosi necessaria nella maggior parte dei casi per tutta la vita del paziente. Data la specificità della situazione che si trovano a vivere gli stomizzati, è bene che la cura e la gestione dello stoma siano supportate da ambulatori territoriali dedicati, che possano occuparsi efficacemente della parte assistenziale che segue quella chirurgica, che impatta in modo significativo sulla vita del paziente. Fondamentale è, in fase preliminare, l’avvio da parte dell’infermiere di una relazione terapeutica con la persona e la famiglia, che comprenda l’ascolto attivo, la fiducia, l'empatia, la giusta risposta alle necessità di salute e la continuità dell’assistenza. 

"Qui abbiamo due infermieri - Antonio Del Giango e Virginia Tatangelo - che hanno competenza e un'alta professionalità. La professione si è evoluta - ha sottolineato Giancristofaro -, l'infermiere ha sempre collaborato con il personale medico ma oggi ha un risconoscimento sulle sue specificità. Oggi si deve fare un ragionamento di unione multi-professionale. La scelta della direzione è lungimirante".  La dottoressa Amalia Palumbo ha poi sottolineato come "la Asl vuole avviare una nuova strada, un nuovo modo di prendere in carico il paziente, di fare assistenza. A volte i pazienti vivono situazioni di fragilità, non riescono ad avere costanza nel seguire le cure prescritte. Con l'assistenza dell'ambulatorio tutto questo viene fatto. Il paziente viene supportato nel percorso di cura e nel recupero della sua autonomia". Molti pazienti hanno assistito alla presentazione del nuovo servizio, mostrando tutto il loro apprezzamento per l'iniziativa e, soprattutto, per come i due infermieri sono in grado di essere loro vicini.

Del Giango e Tatangelo con un gruppo di pazientiNuovo modello organizzativo - "Questa sperimentazione avviata a Vasto è importante anche sotto il profilo organizzativo - ha spiegato Flacco -, perché mette in rete i servizi di cura delle stomie attraverso un unico coordinamento di diverse figure professionali coinvolte nel percorso di cura, offrendo al paziente un’assistenza dedicata che non troverebbe altrove. Senza trascurare il riconoscimento e la valorizzazione professionale che questa struttura sancisce per la categoria degli infermieri". L’ambulatorio è stato accolto con grande favore dal presidente  dell’associazione Asia, Fausto Paolini. "I nostri infermieri, di fatto, già operavano in questa direzione. È una cosa bellissima quella fatta oggi. I pazienti stomizzati spesso si vergognano, vivono male la loro situazione. Con questo supporto c'è un grande aiuto. Diciamo grazie ai medici che ci salvano la vita e grazie agli infermieri che ci permettono di viverla bene".

"Questo è un esempio di sanità che cambia e guarda al futuro - ha detto Silvio Paolucci -, che propone un’organizzazione innovativa e si concentra sul percorso che i pazienti devono compiere una volta usciti dall’ospedale. E’ in quella fase che c’è maggiore bisogno di essere seguiti, come testimonia l’Associazione che oggi qui è così ben rappresentata. Cambiare, dunque, si può e si deve, perché le necessità ce lo impongono, avendo il coraggio di innovare e guardare avanti. Ed è questo l’unico orizzonte a cui guardare per pensare alla sanità che sarà e costruirla tutti insieme".

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di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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