"Da dove arrivano i rifiuti e quali sono i benefici per la comunità?": rinvio per la maxi-discarica - Il Comitato Via chiede integrazioni al progetto della Cupello Ambiente
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Cupello   Ambiente 14/09

"Da dove arrivano i rifiuti e quali sono i benefici per la comunità?": rinvio per la maxi-discarica

Il Comitato Via chiede integrazioni al progetto della Cupello Ambiente

L'area individuata per la discaricaMentre il dibattito politico si affolla di comunicati stampa [LEGGI], il comitato Via – l'ente della Regione chiamato a decidere sulla fattibilità del progetto – fa slittare la decisione sulla discarica da 480mila metri cubi chiedendo alla Cupello Ambiente alcune integrazioni che finora hanno alimentato la discussione pubblica.

Integrazioni, queste, che dimostrano che le richieste avanzate finora dai cittadini delle comunità più vicine all'area (Cupello e Monteodorisio) non erano poi così infondati. 
Durante la seduta di ieri sono stati ascoltati la società, il sindaco di Monteodorisio Saverio Di Giacomo, il consigliere regionale Mario Olivieri e Augusto De Sanctis per la Stazione Ornitologica Abruzzese; non sono intervenuti i primi cittadini di Cupello, Vasto e San Salvo. Circostanza, quest'ultima, che ha stizzito lo stesso Olivieri [LEGGI].

BENEFICI - Innanzitutto, quali sono gli impatti positivi sulla zona? Il comitato Via chiede la presentazione di una relazione "che evidenzi opportunità e benefici attesi sul piano ambientale, sociale ed economico attesi per il territorio (L.R. regionale 5/2018) a fronte dell'inserimento di un ulteriore detrattore ambientale, anche in considreazione del vigente PRGR".

DA DOVE ARRIVANO I RIFIUTI? - Poi, il comitato Via chiede altre integrazioni tecniche, alcune delle quali in quest'ultimo periodo hanno tenuto banco non solo a Cupello: prime su tutte l'origine dei rifiuti e la loro provenienza.
L'impianto è destinato ad accogliere rifiuti non pericolosi, la società di Rocco Bonassisa deve "specificare l'origine dei rifiuti (urbani o speciali) – si legge nel parere del Via – e la provenienza (regionale o extraregionale) dei codici CER proposti in progetto".
Questo è uno dei nodi centrali della vicenda che ha fatto registrare finora diverse prese di posizione. Attualmente nella terza vasca a servizio del Civeta gestita sempre dalla Cupello Ambiente arrivano rifiuti anche da Marche, Campania e Lazio (oltre che da altre aree abruzzesi) – così come confermato dall'ingegner Luigi Sammartino in un incontro pubblico, LEGGI – per garantire la sostenibilità dei circa 50 occupati attuali

"NON C'ENTRIAMO COL CIVETA" - Nonostante l'estrema vicinanza della discarica in progetto al polo tecnologico del Civeta e nonostante l'attuale gestione della terza vasca del consorzio, la Cupello Ambiente ieri ha ribadito che il progetto non è collegato all'ente intercomunale che oggi gestisce i rifiuti del Vastese. Ad affermarlo davanti il comitato Via è stato Riccardo Zingarelli, tecnico delegato dalla società: "In merito alle connessioni con l'impianto Civeta si conferma che non vi sono connessioni tra l'iniziativa proposta e l'impianto Civeta".

L'imprenditore Rocco BonassisaTRAFFICO, CATTIVI ODORI ECC. - Altri punti che la società dovrà chiarire sono poi gli impatti odorigeni e la mole di traffico prevista nella zona.

La Cupello Ambiente è chiamata per questo a "effettuare una stima del traffico al fine di valutare l'impatto sulla viabilità, sulla qualità dell'aria e sul rumore" e a "effettuare la valutazione di impatto da emissioni di inquinanti odorigeni basata su un monitoraggio ante operam delle unità odorometriche".

L'intento probabilmente è di non gravare ulteriormente sulla situazione attuale – i cattivi odori provenienti da Valle Cena – che nelle scorse settimane ha sollevato numerose lamentele tra i cittadini cupellesi. A queste il commissario del Civeta, Franco Gerardini ha replicato spiegando che la puzza è dovuta a un fenomeno passeggero riguardante il compost accumulato [LEGGI]. 

Infine, la società dovrà anche "integrare le relazioni terre e rocce da scavo e piano di utilizzo rendendole pienamente rispondenti alla normativa vigente; produrre elaborati grafici di dettaglio dello sbancamento previsto nell'aerea di progetto anche con la sovrapposizione con le aree Pl e P2 del PAI; produrre il progetto definitivo dell'area tecnica con particolare riferimento al trattamento e gestione delle acque reflue".

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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