"Eterno riposo", la difesa: "Non c’era divieto di andare al cimitero, domiciliari eccessivi" - L’indagine sulla gestione dei servizi cimiteriali
 
Vasto   Cronaca 03/09

"Eterno riposo", la difesa: "Non c’era divieto di andare al cimitero, domiciliari eccessivi"

L’indagine sulla gestione dei servizi cimiteriali

Il procuratore Giampiero Di Florio e il commissario capo Fabio CapaldoUn'istanza di remissione in libertà. La presenterà l'avvocato Antonino Cerella per conto del suo assistito, Luisito Lategano, nell'ambito dell'operazione Eterno riposo, l'indagine di Procura e polizia su una presunta gestione parallela del cimitero di Vasto.

Secondo gli inquirenti, i tre indagati principali avrebbero chiesto agli utenti del camposanto somme di denaro per svolgere i servizi cimiteriali. Per la difesa di Lategano, invece, le somme sarebbero state elargite a titolo di mancia. 

L'uomo, insieme a un altro degli indagati, Antonio Recinelli, ha subito due giorni fa l'aggravamento della misura cautelare, tornando ai domiciliari [LEGGI]. 

La difesa prepara ora il ricorso ai giudici dell'Aquila: "Al Tribunale del Riesame - annuncia Cerella - chiederemo la revoca della misura cautelare in quanto nei confronti del mio cliente non esisteva alcun divieto di recarsi al cimitero di Vasto, ma era gravato dal solo obbligo di firma presso la polizia giudiziaria. Di conseguenza, riteniamo che i domiciliari rappresentino una misura cautelare eccessiva". 

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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