"Basta col clima anti impresa, altrimenti Vasto esce dal progetto Zes e non avrà vantaggi fiscali" - Questione ambientale, l’ultimatum di Confindustria
 
Vasto   Ambiente 30/08

"Basta col clima anti impresa, altrimenti Vasto esce dal progetto Zes e non avrà vantaggi fiscali"

Questione ambientale, l’ultimatum di Confindustria

Vasto, zona industriale di Punta Penna e riserva naturale di Punta AderciSe si continuerà ad alimentare un "clima anti impresa", gli imprenditori non sosterranno per Vasto il progetto di Zona economica speciale. La Confindustria lancia l'ultimatum: la città rischia di perdere - prima ancora di ottenerle - le agevolazioni fiscali finalizzate ad attrarre investimenti e a risollevare l'economia della zona. 

"Da troppo tempo e da più parti - ammonisce Gennaro Zecca, presidente degli industriali delle province di Chieti e Pescara - si levano voci insistenti di richiesta di deindustrializzazione dell'area di Punta Penna; prendendo spunto di volta in volta da una specifica iniziativa produttiva, forze sociali di dubbia rappresentatività non mancano di rovesciare violenti attacchi alle imprese insediate o che stanno pianificando importanti investimenti, che garantiscono al territorio sviluppo, posti di lavoro, fiscalità locale.

Voci che vengono raccolte e spesso improvvidamente amplificate anche da esponenti politici ed amministrativi locali, che, pensando di raccogliere facili consensi, causano danni enormi all'economia del loro stesso territorio che vorrebbero difendere.
Rammentiamo, ove ce ne fosse bisogno, che lo sviluppo industriale dell'area vastese risale a molti decenni orsono, e che esso si è sempre svolto in totale compatibilità con le pur importantissime caratteristiche ambientali e storiche ivi presenti e riconosciute unanimemente di grandissimo pregio.
Tale sviluppo sostenibile è stato ed è tuttora possibile grazie a diversi fattori: la serietà delle aziende che si impegnano anche oltre le imposizioni normative ad adottare politiche produttive ecocompatibili; il sistema delle regole e dei controlli, quanto mai severo nel nostro paese anche grazie alle giuste sensibilità ambientaliste delle popolazioni; la presenza del Consorzio industriale prima e quindi dell'Arap che per il suo ruolo è in grado di fornire strumenti e servizi utili al corretto presidio del territorio; la disponibilità dell'infrastruttura portuale che ne è a servizio ma che ne deriva altresì la sua ragione d'essere, tanto riconosciuta da essere occasione della prossima creazione della Zes e di importanti investimenti infrastrutturali e logistici. Tutto questo non avrebbe alcun senso se si vuole spingere le aziende locali a delocalizzarsi e quelle nuove a non insediarsi proprio".

Secondo l'associazione degli industrtiali, "non si possono più accettare gratuite affermazioni criminalizzanti da parte di chicchessia, contro cui reagiremo con fermezza e decisione.

Nessuno chiede o sostiene gli interessi dell'industria a prescindere: si chiede solo il ripristino della legalità. Il sistema imprenditoriale non deve essere considerato una minaccia ma una risorsa che assicura ricchezza e lavoro.
Il futuro dell'industria del comprensorio, della Provincia ed il futuro del Porto di Vasto sono indissolubilmente legati, pena una reciproca
marginalizzazione.

Si ribadisce, con forza ed in modo univoco, il sostegno ad uno sviluppo integrato del territorio che possa contemperare le esigenze di salvaguardia ambientale e di sviluppo turistico insieme alle attività economiche e produttive che costituiscono una quota importantissima del Pil provinciale.
Tutti questi interessi vanno tenuti insieme e nel debito conto e sostenuti nelle sedi istituzionali, locali e regionali, affinché siano salvaguardate le ragioni delle tante imprese che sinora hanno dato al territorio lavoro e ricchezza e di quelle che si apprestano a farlo.
Se dunque il clima anti-impresa dovesse continuare, verrà pressoché riconsiderata da parte di codesta Associazione il sostegno alle politiche messe in campo, ad esempio per la creazione della Zes che ricomprenda Vasto, che a questo punto non avrebbe alcuna ragione economica di esistere, e per la realizzazione degli investimenti ivi previsti dal Masterplan".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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