Perchè odiate così tanto i falò? - Il racconto di una delle più discusse tradizioni del territorio Vastese
 

Perchè odiate così tanto i falò?

Il racconto di una delle più discusse tradizioni del territorio Vastese

I faló durante la notte del 16 agosto rappresentano una vera e propria tradizione, tramandata negli anni di generazione in generazione. È considerata tradizionale, ormai, anche l'atmosfera che precede e succede i falò tanto da rendere la concessione degli stessi un gettonatissimo argomento di discussione.

Tuttavia, per alcuni Cittadini vastesi più che una tradizione i falò sono 'soltanto una presa di potere da parte dei ragazzi di Vasto' e nulla di più (ed è solo uno dei tanti commenti uditi negli ultimi giorni).

Per fortuna, però, c'è chi apprezza, ancor di più di chi risiede qui, l'iniziativa che caratterizza la notte del 16 di agosto: di turisti, intenti a fotografare i vari falò accesi o in preparazione, ce ne erano tantissimi e più che incuriositi nell'osservare questo particolare evento; come si suol dire: "non si apprezza mai ciò che si ha". Di ragazzi intenti a cuocere arrosticini su fornacelle di fortuna, ormai logorate ma sempre pronte per l'ennesima occasione, e delimitare le proprie 'aree' ce ne erano altrettanti: così tanto da far risultare l'area inizialmente concessa non sufficiente. La festa procede senza particolari problemi, grazie soprattutto alle attività di sorveglianza svolte dalla Protezione Civile, si balla e si canta fino alle prime luci del mattino: non è unicamente un'occasione di svago, ma anche un evento di ritrovo, di unione e discussione.

Ma i veri problemi si hanno quando la festa ha fine: i rifiuti ricoprono quasi interamente l'area di spiaggia concessa ai falò, alcuni di essi ancora accesi o fumanti, rendendo vano lo scopo reale di questa tradizione, cancellandone ogni aspetto positivo. Bustone neri, scatole di birra, bottigliette di plastica fanno da sfondo ad una spiaggia illuminata con i primi raggi di sole del mattino; un po' 'alticci' e stanchi, tra lo stupore degli adulti che si recano al mare, i ragazzi tornano a casa senza alcun interesse nel ripulire tutto e senza curarsi di rendere agibile, almeno un minimo, la spiaggia a chi verrà subito dopo.

Dunque, non si tratta di odiare i falò in sé, ma di odiare chi partecipa ai falò: si può credere in una tradizione, aspettando l'alba con i propri amici godendosi un clima di festa senza necessariamente comportarsi da barbari.

Signori e signore, mamme e papà e cittadini Vastesi: il problema non è che questo evento esista e si svolga ogni anno, il problema sono proprio i vostri figli cui manca l'educazione necessaria per parteciparvi. Se il falò è considerato un evento il cui unico scopo è bere alcolici la colpa è solo di chi lo rende tale, se il falò è considerato un evento il cui unico scopo è sporcare e rendere inagibile una spiaggia la colpa è solo di chi, non educato a sufficienza, si comporta senza il minimo rispetto per gli altri e l'ambiente che lo circonda.

Non è la tradizione del 16 agosto a dover cambiare, ma chi partecipa ad essa: bisogna cambiare mentalità.

In questa 'Città turistica' , dimentichiamo che il Turismo, quello vero, si fa non solo organizzando eventi occasionali, ma soprattutto 'mostrando' ed, eventualmente, 'esportando' le tradizioni del nostro territorio. E noi cosa vogliamo esportare? Una spiaggia con più bottiglie di plastica che ombrelloni o una decennale tradizione?

Piermario Angelini

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