Giovanni Allevi, un pianoforte e l’orchestra: a Vasto le emozioni dell’Equilibrium tour - Standing ovation per il musicista e compositore marchigiano
 
Vasto   Musica 31/07

Giovanni Allevi, un pianoforte e l’orchestra: a Vasto le emozioni dell’Equilibrium tour

Standing ovation per il musicista e compositore marchigiano

"Vasto è bellissima. Un applauso a Vasto". Giovanni Allevi sale sul palco di piazza del Popolo e subito entra in sintonia con il pubblico arrivato per la prima data italiana del suo tour estivo organizzata in riva all'Adriatico da Alhena Entertainment e Ventidieci. Con lui, sullo stesso palco che ha ospitato il Siren Festival ma che in questa occasione vive atmosfere completamente diverse, i 13 archi dell'Orchestra Sinfonica Italiana. Nel presentare i musicisti, il pianista e compositore marchigiano sfodera una "timida ironia" che sarà il leitmotiv di tutti gli interventi della serata. "Come li abbiamo scelti? Per suonare insieme a me Equilibrium ci vuole squilibrio mentale".

Inizia il concerto, un susseguirsi di note con Allevi che suona il piano e dirige l'orchestra interpretando i brani della sua ultima fatica discografia, Equilibrium, e i suoi grandi successi. "Quello della musica è un mondo ideale da cui prendere spunto per la vita quotidiana, dice nell'annunciare Together.

Allevi parla molto di sè rivelando come in ogni sua composizione ci sia qualcosa di molto intimo. "Penso molto ai rimpianti del passato e alle preoccupazioni del futuro. Così facendo finisco per non vivere il presente. Ho il proposito di vivere un giorno come fosse una vita intera, ma non riesco a portarlo a termine". Ed ecco che parte A life in a day.

E ancora. "Il talento è ciò che ci piace fare, ciò che ci riesce bene. Se lo coccoliamo e lo teniamo al riparo del giudizio degli altri forse un giorno ci farà volare". Non mancano riferimenti al Giappone, fonte di ispirazione per diversi brani e il ricordo al terremoto che ha sconvolto il centro Italia nel 2016 da cui è nata "No Words". Ci sono Aria, "dedicata a tutti gli ansiosi come me", e Back to life, forse il suo brano più famoso legato alla fortunata campagna della 500. La chiusura, con l'immancabile bis, è con il Te Deum, "in una versione Charpentier-Allevi che mischia il barocco e il funky", dice scherzando mentre invita orchestra e pubblico "a lasciarsi andare".

Più di una volta Allevi pronuncia la parola "grazie" durante il concerto. E poi, sceso dal palco, mostra la gratitudine verso il pubblico, che lo ha salutato con una standing ovation, concedendosi, senza risparmarsi, a foto-ricordo e autografi. Il suo tour ora continuerà con tante date ad agosto portando la sua musica in giro per l'Italia.

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di Giuseppe Ritucci (g.ritucci@zonalocale.it)

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