Quando il mare non vale una cicca - La finestra sul cortile
 
Vasto   Editoriali 25/07

Quando il mare non vale una cicca

La finestra sul cortile

Quanto ci mette un mozzicone di sigaretta a decomporsi in natura? Fino a 12 anni e, purtroppo, i mozziconi sono i rifiuti più comuni che inquinano spiagge e mari con effetti tossici sugli ecosistemi marini, contaminati dagli inquinanti potentissimi contenuti nelle “cicche” (nicotina, benzene, ammoniaca, acido cianidrico, polonio, cadmio, ferro, arsenico, nichel, rame, zinco, manganese…), che sono in grado di entrare persino nella catena alimentare. Senza parlare poi del fatto che, troppo spesso, i mozziconi di sigarette sono causa di devastanti incendi.

In barba a tutto ciò, per il mio mare, per il nostro mare, non c’è pace. Orde barbariche di fumatori incalliti riempiono di cicche ogni angolo della nostra stupenda costa. Da Vasto Marina a Trave, da Casarza a San Nicola, da Vignola a Punta Penna, da Libertini e Mottagrossa è un continuo imbattersi nel fumatore di turno che, con nonchalance, getta il suo mozzicone in mezzo al mare, lo infila nella sabbia, come se questa fosse un posacenere, o lo nasconde tra le pietre delle nostre meravigliose spiagge ciottolose, come a voler celare la polvere sotto il tappeto.

Che fare? Ogni volta che tento di far capire al fumatore inquinatore la gravità del suo gesto rimedio, bene che vada, un “non sono cazzi tuoi”, come se il mondo in cui mi è concesso di vivere non fosse pure casa mia e delle generazioni che verranno, come se la stupidità umana dovesse lasciarmi indifferente.

Magari la prossima volta mi beccherò un pugno in faccia dall’energumeno di turno, ma una cosa è certa: dinanzi a chi contribuisce, nel suo piccolo, al saccheggio ecologico del nostro unico pianeta non si può restare in silenzio.

Il 1° agosto, frattanto, l’umanità “festeggerà” l’Earth Overshoot Day 2018, il punto di non ritorno, il giorno in cui la richiesta annuale di risorse da parte dell’uomo supera quella che gli ecosistemi terrestri sono in grado di rinnovare nel corso di un anno. Il 1° agosto, come l’organizzazione di ricerca internazionale Global Footprint Network ha calcolato, avremo consumato un anno di cibo, acqua, fibre, terra e legname disponibili. Il tutto in appena 212 giorni e, a questo ritmo, avremmo bisogno dell’equivalente di 1,7 Terre per arrivare a fine anno.

Per l’Italia, però, va fatta una precisazione: è tra i Paesi peggiori al mondo dal punto di vista del rispetto per l’ambiente. Se tutti gli abitanti della Terra seguissero l’esempio italiano, avrebbero bisogno di 2,6 Terre.

Che c’entra tutto ciò con i mozziconi di sigarette illecitamente gettati in mare o abbandonati in spiaggia? C’entra, eccome se c’entra! Perché non si nasce giganti… si comincia da un seme. E il seme, purtroppo, è rappresentato anche da una cicca di sigaretta.

di Paola Cerella

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