Conad superstore avvia la procedura di licenziamento per 45 dipendenti su 120 - Lettera ai sindacati: "Vendite, -22% dal 2012". Il silenzio delle istituzioni
 
Vasto   Attualità 07/07

Conad superstore avvia la procedura di licenziamento per 45 dipendenti su 120

Lettera ai sindacati: "Vendite, -22% dal 2012". Il silenzio delle istituzioni

Conad Superstore di Vasto (foto tratta dal sito internet del centro commerciale Centro del Vasto)Il Conad superstore di Vasto avvia la procedura di licenziamento per 45 persone. Lo comunica, in una lettera ai sindacati, la direzione del supermercato che si trova all'interno del Centro del Vasto, il centro commerciale di via Cardone. Ora il supermarket più grande della città rischia di perdere il 37,5% del personale. E' allarme tra i lavoratori, che lamentano il silenzio delle istituzioni.

La lettera - La missiva è indirizzata alla Rsa, a segreterie provinciali e sedi territoriali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, UilTucs-Uil, Ugl Terziario, all'Ispettorato territoriale del lavoro di Chieti e alla Provincia e ha ad oggetto la "comunicazione di avvio della procedura di licenziamento collettivo".

"Pianeta srl, esercente l'attività di commercio al dettaglio di grande distribuzione con il marchio Conad - si legge nella lettera firmata dalla direttrice, Anna Boleto - continua a subire la difficile crisi economica derivante dal calo delle vendite per crisi dei consumi ed aumento dell'incidenza dei costi di struttura e funzionamento". Queste motivazioni, scrive la responsabile, hanno "costretto la società a far ricorso già dal 2013 agli ammortizzatori sociali e a provvedimenti di riduzione collettiva di personale".

Solidarietà - Per evitare l'emorragia di posti di lavoro, proprietà e sindacati avevano raggiunto, nel 2013, l'accordo sui contratti di solidarietà: lavorare meno, accettando una riduzione dello stipendio, ma lavorare tutti "per una durata di 24 mesi, successivamente prorogati di ulteriori 24 mesi, con scadenza alla data 7 aprile 2017", quando, per effetto di un accordo intercorso a marzo, è stato avviato "un ulteriore periodo di contratto di solidarietà difensivo" che è durato "18 mesi".

"Con l'obiettivo di migliorare i risultati economici e cercare di mantenere i livelli occupazionali, in questi anni la società ha effettuato investimenti di ristrutturazione e innovazione del punto vendita e interventi strutturali e organizzativi per il contenimento dei costi. Nello stesso periodo sono state promosse iniziative formative per migliorare il livello professionale dei collaboratori con lo scopo di migliorare il livello di servizio al consumatore", scrive la direttrice. "La società registra ancora una situazione di difficoltà economica e uno squilibrio tra costi e ricavi". Quindi, Pianeta srl "comunica di trovarsi nella urgente necessità di dover far ricorso alla riduzione collettiva di personale in organico per un numero di 45 unità lavorative operanti nell'unità produttiva di Vasto su un totale di 120 complessivamente occupati".

"Vendite: -22%" - "Le vendite complessive del 2017 risultano inferiori a quelle del 2012 del 22%". 

Ora, dopo cinque anni di sacrifici, è a rischio il 37,5% degli attuali dipendenti: gli esuberi sono concentrati tutti nel settore "addetti alle operazioni di vendita, ausiliarie e di incasso".

"La gravità della situazione economica e sociale - afferma la direttrice nella missiva - le effettive difficoltà economiche della società e la proporzione della numerica degli occupati in relazione al fatturato fa sì che i tempi di attuazione del programma di licenziamento collettivo debbano essere quelli minimi previsti dalla legislazione".

La proprietà si dichiara "disponibile a discutere con le organizzazioni sindacali e con le istituzioni eventuali misure per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale".

Silenzio assordante - Dipendenti preoccupati, come le loro famiglie, e stupiti dall'assordante silenzio dei rappresentanti politici e istituzionali (che, come in molte altre vertenze, avrebbero potuto istituire un tavolo di concertazione tra le parti per cercare una soluzione) su una vicenda che rischia di dare l'ennesimo, duro colpo al già asfittico mondo del lavoro di una città e di un territorio ancora lontani dal trovare una via d'uscita dal tunnel della crisi occupazionale.

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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