Fresagrandinaria, Müller: "Onore a tutti i fresani che hanno dovuto lasciare la propria patria" - L’intenso intervento dell’ex sindaco di Püttlingen
 

Fresagrandinaria, Müller: "Onore a tutti i fresani che hanno dovuto lasciare la propria patria"

L’intenso intervento dell’ex sindaco di Püttlingen

Müller e Di StefanoSabato 2 giugno il sindaco di Fresagrandinaria, Giovanni Di Stefano, ha conferito la cittadinanza onoraria a Rudolf Müller, ex primo cittadino di Puttlingen. La città tedesca è gemellata con il piccolo comune del Medio Vastese grazie alla folta comunità di fresani che qui risiede.

Di Stefano e Müller sono inoltre tra i promotori dell'Alleanza delle Città Europee. Nel suo intenso intervento di ringraziamento, l'ex sindaco tedesco ha espresso tutto il proprio affetto per Fresagrandinaria e il riconoscimento nei confronti dei sacrifici dei fresani emigrati in Germania, ormai parte integrante della sua comunità.

Di seguito l'intervento di Müller

"Il conferimento della cittadinanza onoraria del Comune di Fresagrandinaria è un grande onore e mi emoziona tanto. 
Il professor Hans Hirschmann, gesuita e teologo morale, consigliere di Papa Giovanni Tredicesimo e Papa Paolo Sesto, durante il Concilio Vaticano Secondo in occasione della sua nomina a cittadino onorario della città dì Püttlingen nel 1973, ha dichiarato giustamente: 'La cittadinanza onoraria è un titolo che non si può guadagnare'. 
Oggi non posso che ripetere quella semplice frase: La cittadinanza onoraria io non l’ho guadagnata!

E siccome quest’onorificenza, la più alta possibile da parte di un Comune, non può essere 'guadagnata', ma è un onore e un segno di distinzione appunto non guadagnato e invece frutto di mera benevolenza, tanto più intensa e profonda è la mia gratitudine nei confronti tuoi, caro amico e collega Giovanni di Stefano, del Consiglio Comunale e delle cittadine e dei cittadini di Fresagrandinaria. 
Da oggi in poi e vita natural durante, la cittadinanza onoraria mi legherà strettamente al Comune di Fresagrandinaria e a tutti i suoi cittadini e cittadine. 
E così vorrei anche confessare che Fresagrandinaria per me è stata 'amore a prima vista'. 

Dalla prima visita nel 1998 fino ad oggi, a ogni visita Fresagrandinaria mi è diventata di volta in volta sempre più cara. È l'incomparabile, tipico panorama che mi cattura di nuovo ogni volta che mi avvicino a Fresagrandinaria. Quando al tramonto Fresagrandinaria risplende come dorata, incoronata dalla chiesa parrocchiale di San Sebastiano. Quando mi pongo delle domande sulle storie e percorsi di vita delle fresane e dei fresani di ieri e di oggi, mentre salgo e scendo le vie e i vicoli che si snodano come in un labirinto. 

Ma sono innanzitutto le cittadine e i cittadini così affettuosi e l'ospitalità cordiale, che ho potuto sempre incontrare entro le mura di questa città. 
Sono certo che anche i sindaci e i rappresentanti della nostra Unione delle Città Europee concorderanno: all'interno della nostra Unione, Fresagrandinaria è la città più calda, e non solo da un punto di vista climatico. 

Quanto ebbe di sicuro a pesare gravemente ai fresani il fatto di aver dovuto abbandonare la propria patria nel corso della storia e così pure negli anni Cinquanta e i due successivi decenni del secolo scorso, costretti dai problemi dell'economia locale, prevalentemente agricola e imperniata su aziende a conduzione familiare. 
Gran parte della popolazione idonea al lavoro era emigrata; per lavorare nei cantieri Saarlandesi e in particolare anche nel Köllertal. 

Quali stravolgimenti culturali e sociali ebbero dovuto subire gli emigrati, che all'epoca né potevano identificarsi con la società tedesca né erano integrati culturalmente e socialmente nei loro nuovi comuni di residenza. E poi c'era la nostalgia della patria italiana, così distante già fisicamente. 

Anche i miei antenati provengono da comuni dediti all'agricoltura e viticoltura. Nel mio caso si trattava di comunità agricole e paesi di viticoltori della zona dell'Hunsdick e lungo il fiume Mosella. Dalla storia dei miei antenati ho appreso come qui, a metà dell'Ottocento, la recessione economica portò carestia e ondate di emigrazione. Perciò dovremmo sempre tenere presente su quali sforzi e sacrifici dei nostri antenati nel succedersi delle generazioni noi oggi poggiamo e siamo in grado di plasmare la nostra vita. Ciò vale anche per la crescita comune e la collaborazione in Europa. 

Nazionalismo e terrore, le micidiali guerre mondiali del secolo scorso, morte e sofferenza, distruzione e allontanamento dovettero precedere finché gli ideali di un'Europa unita, pacifica ed economicamente prospera, si poterono affermare. 
Senza le visioni, l'energia e la determinazione di Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Robert Schumann, per citare solo alcuni dei padri fondatori dell'Europa, non avremmo la pace e la stabilità in Europa che oggi diamo per scontate. 

Eppure ha rappresentato allora e rimane un compito e una sfida continua oggi, garantire e ampliare quest'Europa di pace e libertà, di prosperità economica e benessere. Equivarrebbe a tenere gli occhi chiusi, se oggi non vedessimo anche le nuvole scure che si stanno presentando all'orizzonte europeo, causate dalla situazione politica globale e da tendenze nazionalistiche. 

A tutto ciò si deve opporre il senso civico europeo. Però molti cittadini non si sentono più coinvolti direttamente nel progetto di unificazione europea. Quel progetto con le sue istituzioni politiche e i suoi iter decisionali poco trasparenti, oltre alla burocrazia pesante e lenta, molto spesso viene percepito come molto distante dalla vita quotidiana di ciascuno. 
Inoltre, nella vita di ogni giorno, il cittadino spesso collega all'Europa dei fastidi oppure delle aspettative deluse nel suo ambito personale. 

In senso opposto agiscono i gemellaggi comunali. Essi, ed in particolar modo la nostra Unione delle Città Europee, coinvolgendolo mettono in contatto il cittadino nella sua vita quotidiana con il progetto europeo. I gemellaggi consentono il fiorire di esperienze europee in loco e fanno nascere, o rafforzano, il senso civico europeo. 
La nostra Unione delle Città Europee è un buon esempio di come si possa realizzare un'Europa vicina ai cittadini.

In questo modo la nostra Unione delle Città Europee è anche un esempio di come l'Europa possa essere ancorata nel territorio, nella politica locale e nella gente del luogo. C'è bisogno, a questo proposito, di un'attività di volontariato da parte dei cittadini per far vivere questi gemellaggi. 
Rimane l'invito alla politica locale di coinvolgere le cittadine e i cittadini nell'Unione delle Città Europee e di offrire loro delle nuove possibilità di realizzazione e di scambio reciproco. In questo modo la nostra Unione delle Città Europee crea costantemente uno spazio per esperienze e azioni che i cittadini colgono come chance ed arricchimento. 

Mi ha fatto tanto piacere il fatto che recentemente proprio il Comune di Fresagrandinaria sia stato premiato dal Consiglio dei Comuni Europei per il suo impegno straordinario nell'Unione delle Città Europee, e sia stato persino messo in luce come fulgido esempio sul piano europeo. 
Questo è il riconoscimento meritatissimo per il sindaco Giovanni di Stefano, per le signore e i signori del Consiglio Comunale e per tutti i Fresani, dei quali da oggi in poi io posso fare parte quale cittadino onorario. 

Nell'ambito delle mie considerazioni voglio accettare questa cittadinanza onoraria rendendo così onore al lavoro e all'impegno di tutti quei Fresani che hanno dovuto lasciare la loro patria per poi fondarne una nuova oppure una seconda anche nella città di Püttlingen. 
Parimenti, lo accetto in segno di gratitudine per il contributo che i Fresani di Püttlingen hanno saputo dare, oggi e nel passato, all'arricchimento della vita sociale, culturale ed economica della nostra città. 

Accetto questa onoranza anche per tutti coloro che hanno desiderato e fondato l'amicizia tra i nostri due Comuni di Fresagrandinaria e Püttlingen: Lino Gabriele, con il quale ho potuto allacciare i primi contatti, poi gli anni della costruzione e della cura del gemellaggio con te, caro Gino! Grazie a te, che hai saputo contribuire sempre con nuovi impulsi ed idee, e grazie per il tuo grandissimo impegno e dispendio personale. Un posto particolare nella mia retrospettiva spetta a Jürgen Graßhoff. 

E naturalmente tutti Voi ne fate parte, cari colleghe e colleghi, che oggi nella carica di sindaci avete la responsabilità dell'Unione delle Città Europee. 

E qui mi sia consentito citare simbolicamente per tutti Voi il sindaco, signor Martin Speicher. Alla stessa stregua, naturalmente, tutte le cittadine e tutti i cittadini delle città europee della nostra Unione, che si sono impegnati e che fino ad oggi continuano a renderla viva. 

Lasciatemi concludere, infine, con un sincero e sentito ringraziamento per la nomina a cittadino onorario del Comune di Fresagrandinaria. 
Viva il Comune di Fresagrandinaria, viva la nostra Unione delle Città Europee! Il nostro futuro è l'Europa in pace e libertà!"

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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