Taib già arrestato nel 2005, uscì con l’indulto. Forleo: "Integrazione arma vincente" - Giovane accusato di terrorismo, emergono altri particolari
 
San Salvo   Cronaca 22/05

Taib già arrestato nel 2005, uscì con l’indulto. Forleo: "Integrazione arma vincente"

Giovane accusato di terrorismo, emergono altri particolari

"L’integrazione è la politica vincente. Monitorare il territorio e avere frequenti contatti con la parte migliore, la parte più integrata del mondo arabo in Italia è una delle strade migliori da perseguire". È il comandante provinciale dei carabinieri Florimondo Forleo a sottolineare l'elemento decisivo nelle indagini che hanno portato al provvedimento contro Ouahbi Ahmed Taib [LEGGI].

L'attività investigativa dei carabinieri è infatti iniziata dalle informazioni raccolte dai carabinieri di San Salvo grazie ai buoni rapporti con i frequentatori del centro culturale islamico presente in città "che evidenzia anche l'importanza della stazione dell'Arma sul territorio". Dalle confidenze è emerso come Taib ultimamente stesse mostrando apprezzamenti nei confronti dello stato islamico e degli autori degli attacchi in Europa e una sempre più profonda radicalizzazione.

CHI È TAIB - I militari hanno ricostruito anche la storia del 34enne marocchino residente a San Salvo. Entrato clandestinamente in Italia nel 2004, dopo il decreto di espulsione viene portato nel c.p.t. di Lecce che presto abbandona. Un anno dopo, viene arrestato a Padova per reati in materia di stupefacenti e nel 2006  scarcerato con l'indulto ricevendo un nuovo ordine del questore di lasciare il territorio nazionale. Nel 2013 poi si è sposato con l'attuale moglie ricevendo il permesso di soggiorno. 
Senza un'occupazione e un reddito stabili (in alcuni periodi lavorava nei campi), aveva recentemente acquistato un immobile dove vive con la moglie e i due figli (di 2 e 4 anni): una circostanza questa che ha insospettito ulteriormente le forze dell'ordine che parlano di un tenore di vita "superiore alle possibilità".

La perquisizione nell'abitazione ha portato al sequestro di 4 smartphone e 2 tablet sui quali poi è stato trovato il materiale video e fotografico illustrato nella conferenza stampa di ieri: un video che in maniera dettagliata illustra come realizzare un giubbotto esplosivo per farsi saltare in aria; immagini della basilica di Santa Maria Maggiore di Roma con la scritta "Preghiamo Dio che faccia vincere lo Stato islamico"; la foto di un coniglio tenuto per le zampe a testa in giù che per gli inquirenti alluderebbe allo sgozzamento degli infedeli. Un mosaico di indizi che messi insieme hanno portato Michele Renzo e David Mancini della Dda dell'Aquila a ritenere che il giovane potesse presto diventare un lupo solitario.

Il giovane si trova attualmente con la moglie in Marocco, dove faceva ritorno a intervalli regolari. La donna potrà rientrare, lui no. Nei suoi confronti c'è anche il procedimento penale per associazione con finalità eversive e terrorismo

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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