Assemblee Pilkington, i lavoratori chiedono un piano sociale per gestire i licenziamenti - Il prossimo 21 maggio il nuovo incontro con la dirigenza
 

Assemblee Pilkington, i lavoratori chiedono un piano sociale per gestire i licenziamenti

Il prossimo 21 maggio il nuovo incontro con la dirigenza

Un piano sociale per gestire i licenziamenti. È la prima delle richieste emerse nelle tre assemblee di fabbrica che si sono concluse ieri mattina alla Pilkington di San Salvo. Gli incontri tra sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Cobas e rsu) e maestranze hanno fatto registrare una partecipazione che non si vedeva da tempo in linea con il periodo storico che l'azienda che produce vetri per automobili sta vivendo.

La prima scadenza all'orizzonte è quella per gli attuali 140 esuberi. Senza grosse novità, le procedure di licenziamento collettivo scatteranno intorno al 10 del prossimo luglio. Ecco allora che torna un'espressione già usata nell'attivo unitario dei sindacati (che non si teneva da anni, LEGGI) di venerdì scorso: "gestione del dramma".
Se nelle settimane che restano non ci saranno scappatoie (nell'ultimo incontro con la dirigenza, era circolata l'idea di un progetto che potrebbe salvare un'altra decina di posti di lavoro), allora la Nsg, il gruppo proprietario della Pilkington, deve mettere sul piatto fondi per gestire al meglio l'uscita dei licenziati. I criteri per la scelta degli esuberi sono quelli indicati dalla legge 223 sui licenziamenti collettivi: anzianità di lavoro più bassa e carico famigliare minore.

"A rischiare saranno praticamente gli ultimi stabilizzati – dicono i sindacati uniti – che hanno già 8 anni di esperienza alle spalle. Per questo la prima richiesta dei lavoratori è la deroga alla 223. Chiediamo un piano sociale per creare le condizioni ai dipendenti vicini alla pensione di raggiungere quel traguardo in due modi: con l'uso della Naspi e facendosi carico, la Pilkington, di ciò che manca alla pensione".

L'altra richiesta è quella degli investimenti per far tornare San Salvo al centro della galassia Nippon Sheet Glass. La concorrenza cinese insediatasi in Germania e quella interna polacca stanno sottraendo importanti commesse allo stabilimento sansalvese che, tra l'altro, non ha gli impianti necessari per provare a togliere mercato agli avversari soprattutto per alcuni prodotti (i laterali laminati ad esempio): uno scenario che ha portato alle infauste previsioni di 800 esuberi nei prossimi 2 anni.

L'attivo unitario di venerdì scorsoLa tabella di marcia prevede un nuovo incontro con la dirigenza il prossimo 21 maggio. Il piano industriale presentato sarà sottoposto prima all'attivo unitario, poi nelle assemblee con i lavoratori. "C'è grossa preoccupazione tra le maestranze che hanno rivendicato l'unità dei sindacati in questa fase delicata chiedendoci di evitare crepe e screzi".

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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