Oliva: "A Vasto tante iniziative culturali che creano un clima denso di spunti e fervore" - Il bilancio al termine dell’edizione 2018 dei Giovedì Rossettiani
 
Vasto   Cultura 05/05

Oliva: "A Vasto tante iniziative culturali che creano un clima denso di spunti e fervore"

Il bilancio al termine dell’edizione 2018 dei Giovedì Rossettiani

Gianni OlivaA chiusura dei Giovedi Rossettiani 2018, che tanto riscontro hanno avuto  di pubblico e di critica, abbiamo incontrato il professor Gianni Oliva, Direttore del Centro europeo di studi rossettiani per porgli alcune domande.

Professore, ci può fare un primo commento sulla manifestazione appena conclusa?
Il riscontro ampio, a di là di quanto potessimo noi stessi immaginare, ripaga degli sforzi che il Centro Rossetti compie, come da Statuto, nella promozione e divulgazione culturale, un’attività per il grande pubblico che si affianca a quello della ricerca e della documentazione critica testimoniata dalle numerose pubblicazioni scientifiche venute alla luce negli ultimi anni.

Il titolo e il tema della rassegna sono parsi a tutti molto accattivanti. Che cosa suggerisce ed evoca? 
Quest’anno abbiamo proposto, sempre in linea con gli obiettivi culturali  che ci guidano, una rassegna di eventi che hanno riportato la parola a teatro, ossia non veri e propri spettacoli teatrali ma testimonianze prestigiose e letture di testi che hanno visto protagonisti poeti e attori ben noti al grande pubblico. Abbiamo giocato un po’ sul titolo “Scenari di-Versi” e credo che la formula sia stata molto gradita. Mi vien fatto da dire che Vasto è una città che si sta risvegliando, e devo dire non solo per le nostre, ma anche per le iniziative di altri, che creano un clima denso di spunti e di fervore. Ben vengano dunque coloro che si prodigano per tenere alto l’umore generale.

Se dovesse indicare i momenti più emozionanti o divertenti, quelli che hanno spinto alla riflessione o hanno coinvolto il pubblico, in un'immagine, in un ricordo, quali le vengono in mente? 
Non posso non ricordare l’affascinante ritratto che Alessandro Quasimodo ha fatto di suo padre, premio Nobel per la letteratura. Con adeguata misura e capacità di coinvolgimento l’attore e regista Alessandro ha fatto rivivere lontane stagioni letterarie insieme ad aneddoti ed esperienze private di grande suggestione.

Inoltre ho molto apprezzato i viaggi testuali proposti dai tre attori Edoardo Leo, Lino Guanciale e Giorgio Pasotti, scelti non a caso proprio perché proponevano letture  affrontate con metodo e professionalità. Non voglio dimenticare Franco Arminio e le sue Cartoline dai morti, tragiche e ironiche al tempo stesso, che hanno a tratti anche commosso il pubblico presente.

Che ruolo ha ancora la poesia nell'Italia attuale? Quali le tendenze culturali a cui guardare con maggiore attenzione? 
Lei mi pone una domanda che prevederebbe una risposta ampia e articolata e  forse ci vorrebbe un libro per spiegare bene quello che succede. Dico solo in breve che le tendenze della società attuale, bilanciate sul binomio produzione-consumo, non sono certo favorevoli alla letteratura e tanto meno a quella parte nobile di essa che è la poesia. Non bisogna dimenticare però che il concetto di bellezza va difeso ad oltranza e magari istituzionalizzato. Insomma, il miglioramento e la «crescita» civile, di cui tanto si parla devono cominciare dall’uomo. E non dico altro.

Qual è al momento lo stato dei lavori del Centro Studi Rossettiani e quali i progetti futuri?
Il Centro Rossetti continua le sue ricerche nel campo degli studi rossettiani. Si è parlato qualche tempo fa del lavoro che Mariella Di Brigida sta conducendo sull’archivio rossettiano di Vancouver. Da tre anni porta avanti questo progetto che rientra nel suo lavoro di Dottorato e presto, con un finanziamento dell’Università di Chieti, la dott.ssa Di Brigida si recherà in Canada per gli ultimi ritocchi. Tutto questo sta a testimoniare che il Centro Rossetti agisce nella più stretta collaborazione con l’Università sia per il Dottorato, sia per i tirocinii formativi. 

Va anche detto che è appena uscito, sempre finanziato dall’Università, un volume da me curato, la seconda edizione (la prima era del 1975) dell’opera poetica di Romualdo Pàntini, uno dei primi traduttori di Dante Gabriel Rossetti (La Casa di Vita  del 1904 e Ballate del 1922). Pàntini è un autore vastese poco noto agli stessi vastesi e il Centro Rossetti sta studiando di promuoverne meglio l’immagine. Quanto ai Giovedi Rossettiani 2019 è ancora presto per parlarne, ma sono sicuro che saranno sulla scia di quelli precedenti e attireranno sempre più pubblico.

Francesca Liberatore

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