"Per la Pilkington serve un nuovo progetto industriale" - Liberi e Uguali raccoglie il grido d’allarme dei sindacati
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"Per la Pilkington serve un nuovo progetto industriale"

Liberi e Uguali raccoglie il grido d’allarme dei sindacati

"Il problema vero è come ridefinire una strategia ed un nuovo progetto industriale per la Pilkington". Il coordinamento provinciale e il circolo di San Salvo di Liberi e Uguali raccoglie il grido d'allarme lanciato dai sindacati sul futuro dello stabilimento di Piana Sant'Angelo.

"Dopo 10 anni di utilizzo dei diversi ammortizzatori sociali, cassa integrazione guadagni, mobilità, prepensionamenti e contratti di solidarietà - si legge in una nota di LeU - la Pilkington annuncia che vi sono 200 esuberi nello stabilimento di San Salvo. Questo è inaccettabile.

La prima domanda che ci poniamo è: cosa ha fatto l’azienda in questi 10 anni per migliorare la propria performance e risolvere i problemi che imponevano massicci utilizzi di ammortizzatori sociali?

Se la crisi nel settore ha determinato un nuovo scenario europeo e mondiale, con nuovi attori che occupano spazi di mercato, perché la Pilkington durante gli anni di utilizzo degli ammortizzatori sociali non ha fatto investimenti e/o politiche di espansione tali da scongiurare gli esuberi annunciati oggi?

Lo stabilimento Pilkington di San Salvo è l’unico nel gruppo a produrre i vetri laterali delle auto, per cui se è vero che Fuyao è molto competitivo ed aggressivo su questi prodotti, la perdita di fette di mercato si scaricherà tutta sul sito di San Salvo con perdita di posti di lavoro che il territorio non può permettersi.
E’ giusto che il sindacato tratti con l’azienda per individuare soluzioni utili ad evitare che i 200 esuberi diventino licenziamenti ed insopportabili drammi sociali.

La logistica, le infrastrutture (i treni, il raccordo ferroviario con il molo del porto di Punta Penna, Le navi, Il Porto, l’autoporto) sono cose necessarie ed utili per aumentare la competitività del Sistema Produttivo Locale. Esse sono state tante volte promesse e sarebbe ora che fossero realizzate. L’interporto di Manoppello non si trova alla fine del mondo. Quì vengono allestiti treni per il trasporto merci verso il nord Europa ma viene molto sottoutilizzato tanto è vero che si è pensato di destinare questa infrastruttura alla realizzazione di un centro di ricerca dell’Enea sulla fusione nucleare. Il porto di Punta Penna, anche senza il raccordo ferroviario, non si trova ad una distanza tale da non poter essere usato per spedire via mare i prodotti se vi fossero i clienti pronti a riceverli.

Pensare di sostituire per alcuni servizi i lavoratori delle ditte esterne con quelli Pilkington diventati esuberi nei reparti produttivi, può risolvere qualche problema personale, da non disdegnare, ma aprirebbe una guerra tra poveri che comunque impoverisce il territorio.
Queste operazioni che pure hanno una certa logica, attraverso la sostituzione di lavoratori con meno tutele con altri con maggiore garanzie, porta allo stesso risultato finale: perdita di posti di lavoro. E probabilmente saranno quelli più giovani e con meno anni di anzianità di lavoro ad essere espulsi dal lavoro".

Liberi e Uguali promette di impegnarsi a "modificare la legge Fornero per riconoscere la condizione di “ Lavoro Usurante” ad alcune mansioni svolte in alcuni reparti produttivi della Pilkington.

Il problema vero è come ridefinire una strategia ed un nuovo progetto industriale per la Pilkington di San Salvo. 

Quali prodotti innovativi e che rapporto si intende stringere con le case produttrici di auto del futuro per affermare la coprogettazione, il partenariato nella ricerca e nella innovazione e non il semplice gregariato tra cliente e fornitore. Il settore dell’automobile è in forte trasformazione e, chi opera in esso, non può aspettare gli eventi ma deve determinarli.
Quindi idee, strategie, progetto industriale, investimenti.

La politica, le istituzioni locali e nazionali non sono esonerati da questo programma di rilancio dell’unità produttiva della Pilkington di San Salvo, ma devono avere autonomia di analisi e di intervento in direzione di una programmazione, interconnessa con quella aziendale.

La Pilkington è il cuore pulsante economico e produttivo del territorio, va difesa con tutte le forze. 
Partendo dai problemi della Pilkington occorre ridefinire, rilanciare ed ammodernare il nostro sistema produttivo locale perché possa vincere la competizione a livello nazionale e globale.

I nostri deputati e senatori, i nostri consiglieri regionali e l’intera organizzazione - conclude Liberi e Uguali - saranno impegnati per determinare questo cambiamento mettendo al primo posto il lavoro, i lavoratori ed i loro diritti".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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