Convegno Vivere on line: "Non tralasciare la dimensione umana delle relazioni" - Al d’Avalos l’incontro promosso dal Centro di consulenza alla persona ’Armonia’
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Vasto   Attualità 11/04

Convegno Vivere on line: "Non tralasciare la dimensione umana delle relazioni"

Al d’Avalos l’incontro promosso dal Centro di consulenza alla persona ’Armonia’

Nel pomeriggio di sabato 7 aprile 2018, si è svolto a Vasto, presso la Pinacoteca di Palazzo d’Avalos il convegno Vivere on line – Risorse e insidie nelle Famiglie digitali. Il filo conduttore del convegno è stato l’approfondimento e la riflessione su un tema attuale e di grande impatto sociale. Sono stati relatori la dott.ssa Ivana de Leonardis, consulente della coppia e della famiglia e Referente Regionale A.I.C.C.e F. per Abruzzo e Molise e don Gian Luigi Pussino sdb, giornalista pubblicista e Delegato di Comunicazione Sociale dei Salesiani dell’Italia Centrale.

Al saluto del Sindaco, dott. Francesco Menna, ha fatto seguito una breve presentazione della Presidente dell’Associazione Centro di Consulenza alla persona Armonia, sig.ra Marcella Assettati. Nelle numerose persone presenti l’interesse è stato stimolato evidenziando la centralità della persona in quanto tale. Il mondo della comunicazione è stato rivoluzionato,  in questi ultimi tempi, dai social network, internet, e dalle moderne tecnologie che hanno reso possibile una comunicazione più veloce, più comoda, più facile, hanno abbreviato le grandi distanze per mantenere i contatti con parenti ed amici, offerto immediatezza delle notizie che possono fare il giro del mondo in pochi secondi.

Ma cosa succede quando la prima cosa che gli altri conoscono di noi è il contenuto del nostro profilo sui social network? La nostra identità è costituita da ciò che pensiamo di essere ma anche da come gli altri ci vedono, da come noi ci presentiamo al mondo ma anche da come questa presentazione viene recepita, interpretata e vissuta. I social network ci offrono la possibilità di controllare la nostra identità selezionando solo le nostre foto migliori, i like ottenuti, i nostri sentimenti più nobili. Eppure ogni elemento accuratamente scelto per la nostra “vetrina”, racconta agli altri anche ciò che non vorremmo.

Lo smartphone, internet, tablet, sono la “scatola nera” della nostra esistenza, come ha sottolineato Don Pussino. Il mondo è entrato nelle nostre case, i confini tra spazio privato e spazio pubblico sono sempre meno definiti. La tecnologia informatica è amica e nemica della comunicazione interpersonale e pur avendo la possibilità di “vivere il mondo” nella propria casa, si rischia la solitudine di massa, l’impoverimento delle idee che porta ad avere un pensiero unico che spesso si traduce in uno slogan, l’omologazione al posto della creatività e della riflessione. Internet, telefonino, ecc. siamo tutti sulla scena e non solo, perché la cultura del selfie è anche la cultura del self-service, cioè autoproduzione. Quello che c’è di umano nel rapporto umano, cioè l’imprevedibilità, è limitato dall’eliminazione del corpo il cui linguaggio attraverso gli occhi, le mani è venuto meno, reso liquido, impersonale. Si è persa la bellezza che contraddistingue il guardarsi mentre ci si confronta e il far trasparire le proprie emozioni.

Il futuro è imprevedibile perché tutto cambia molto velocemente. Non possiamo sapere come cresceranno i ragazzi di oggi e cosa diventeranno. I giovani d’altronde su questo tema mostrano di avere un rapporto strettissimo con i social, avendoli acquisiti  come un dato di fatto nel loro orizzonte comunicativo e di interazione sociale. Le ultime generazioni non conoscono un mondo prima dei social network e quindi difficilmente possono immaginarlo senza. Spetta agli adulti, alle famiglie, agli insegnanti, farsene carico e dare una risposta ai dubbi e al problema.

Sull’onda di quanto detto, al termine delle relazioni, si è dato spazio ad un momento di ascolto, confronto e condivisione tra i partecipanti, attraverso l’attivazione di 4 gruppi di lavoro guidati da consulenti familiari. Ai partecipanti è stato chiesto di far emergere le emozioni prevalenti e le opinioni sul proprio modo di rapportarsi al “mondo digitale”. Dai lavori di gruppo sono emerse: ansia, preoccupazione, rabbia, paura. Ma anche senso di fiducia e positività, soprattutto da parte dei più giovani. Dal successivo confronto in plenaria è emersa come parola chiave: la consapevolezza. Non possiamo più prescindere dal mondo digitale, ma possiamo educarci ed educare ad un uso consapevole di questi strumenti, che non tralasci la dimensione umana della relazione.

Per questo, il Convegno si è concluso con una dinamica esperienziale in cui l’ “essere” si è potuto tramutare in “esserci”. Un grande grazie a quanti hanno avuto la curiosità e l’interesse a partecipare perché “decidere per il futuro significa essere innamorati del presente, grati del passato, aperti alle stupore” (Padre Luciano Cupia).

Dott.ssa Antonietta Grilli
Consulente Coniugale e Familiare

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