2018 decisivo per la Pilkington di San Salvo: investimenti o futuro incerto - In scadenza i contratti di solidarietà, nuovi competitor dalla Cina
 

2018 decisivo per la Pilkington di San Salvo: investimenti o futuro incerto

In scadenza i contratti di solidarietà, nuovi competitor dalla Cina

La Cina è sempre più vicina. Potrebbe essere lo slogan di uno dei tanti punti vendita di origine orientale nel territorio, invece è la situazione che non rende semplice un 2018 già di per sé cruciale per la Pilkington di San Salvo.

ASSE CINO-TEDESCA - La novità emersa negli ultimi incontri tra dirigenza e sindacati è l'ampliamento del panorama dei competitor del settore vetri per auto. Ai soliti noti dell'Est Europa (Polonia in primis) si è aggiunta quella cinese che ha deciso di puntare forte sul vecchio continente aprendo stabilimenti in terra tedesca, a stretto contatto con le principali case automobilistiche. Lo sbarco in Germania – al posto di altri approdi dal costo del lavoro più basso – non è casuale, ma "perché è un Paese credibile nel quale investire" secondo il presidente di Pilkington Italia, Graziano Marcovecchio. I gruppi cinesi possono contare su enormi capitali per puntare alle migliori tecnologie avanzate e questo si sta ripercuotendo sul settore dei Temperati.

LA CONCORRENZA INTERNA - La Nsg Group – il colosso giapponese proprietario della Pilkington – ha continuato a puntare sul sito sansalvese che tra impianto centrale e fabbriche satellite (Primo e Bravo) impiega circa 2.500 unità. È stata la "bravura" della manodopera locale finora a respingere gli assalti dei competitor interni al gruppo, ma la capacità italiana non potrà bastare per sempre. Oltre confine ci sono meno tasse, meno burocrazia e trasporti meno complicati

Graziano Marcovecchio"La Polonia va forte grazie al costo del lavoro che è un terzo del nostro – commenta Marcovecchio a zonalocale.it La bravura dei nostri operai è fuori discussione, ma ci ritroviamo a combattere con uno stipendio che costa un terzo dei nostri, sono le regole del mercato che purtroppo lo permettono. Siamo inoltre lontani dai mercati principali e dai grossi clienti, ma il gruppo non ci ha mai abbandonato". 
Il settore nel quale lo stabilimento è andato sempre forte, quello dei parabrezza, sta vivendo una fase di stallo; "Il mercato è schizofrenico, dai parabrezza ci aspettavamo di più, invece siamo in una fase stantia".

STOP ALLA SOLIDARIETÀ - All'orizzonte di questo 2018 c'è una data: 24 settembre. Era il 27 giugno 2012, quando al culmine di settimane difficili per tutto il territorio, nella sede di Assovasto, i vertici della Pilkington e i sindacati firmarono l'accordo per i contratti di solidarietà che sarebbero partiti dal settembre di quello stesso anno. "Lavorare meno, lavorare tutti" per riassorbire gli oltre 600 esuberi. Ora, dopo 6 anni, quello stesso mese di settembre sancirà la fine del ricorso a tali ammortizzatori sociali che hanno consentito di tutelare i livelli occupazionali. 
Oggi questi sono 190, la parola chiave è "investire" e il caso cinese insegna che per farlo c'è bisogno innanzitutto di stabilità e credibilità nel Paese ospitante; senza investimenti il personale in eccesso potrebbe lievitare velocemente. Si punta a nuovi prodotti per riportare tutti i reparti a 4 turni, poi ci sarebbero lo spostamento volontario nei due stabilimenti satellite e il riassorbimento di lavorazioni oggi affidate all'esterno per mettere al sicuro i posti di lavoro.

LAVORI GRAVOSI - Un altro cavallo di battaglia di Marcovecchio in questa direzione è l'inserimento dei lavoratori del vetro tra le professioni usuranti. Su questo punto c'era moderato ottimismo (diversi i colloqui intercorsi tra l'ad e i rappresentanti del governo), ma all'orizzonte c'è lo scioglimento delle camere: se ne riparlerà col prossimo esecutivo.
Marcovecchio però non vede tutto nero: "C'è stato un primo passo con l'inserimento tra i lavori gravosi che apre qualche possibilità in più, stiamo aspettando i decreti attuativi. Innanzitutto, si fermano le aspettative di vita, poi c'è l'accesso all'Ape social (anche se ancora in fase sperimentale). Aver messo il piede nei lavori gravosi può aprire scenari interessanti, rientrare con il prossimo governo in quelli usuranti ci darebbe una mano: un turn-over più veloce che in 7-8 anni aprirebbe anche nuove prospettive di lavoro".
"Nonostante tutto – conclude il presidente Pilkington – lotteremo, è una realtà troppo importante per il territorio".

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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