Cementificio a freddo a Punta Penna, Pd contro il dirigente: "Ritiri il parere favorevole" - Il caso - Il partito di maggioranza attacca il funzionario nominato dal sindaco
 
Vasto   Ambiente 23/01

Cementificio a freddo a Punta Penna, Pd contro il dirigente: "Ritiri il parere favorevole"

Il caso - Il partito di maggioranza attacca il funzionario nominato dal sindaco

Luciano Lapenna (Pd)Di cosa parliamo - Il Comune di Vasto ha dato parere favorevole alla valutazione d'incidenza ambientale (Vinca) riguardante il progetto di cementificio a freddo che una società di Foggia, la Es.cal. srl, vuole realizzare nella zona industriale di Punta Penna, nella fascia esterna di rispetto della Riserva naturale di Punta Aderci. Critiche le associazioni ambientaliste. Polemiche da centrodestra, M5S e sinistra. Ora anche il Pd prende posizione sulla questione.

Pd contro il dirigente - Il Partito democratico di Vasto chiede al dirigente del settore Urbanistica del municipio di ritirare il parere favorevole al progetto di fabbrica del cemento a Punta Penna. 

E' un comunicato stampa del segretario del Pd vastese, Luciano Lapenna, e dei consiglieri comunali a dire "no" al cementificio a freddo. I dem criticano la valutazione rilasciata da Stefano Monteferrante, il legale dell'Avvocatura comunale che il sindaco di Vasto, Francesco Menna, ha nominato un anno fa al vertice del settore che, nell'ultimo decennio, si è rivelato il più delicato della farraginosa macchina amministrativa municipale.

Lapenna precisa che "tale parere non è sufficiente ad autorizzare l'esercizio delle attività dell'impianto che, come è noto, prevede: rivevimento, pesatura e stoccaggio delle materie prime (calcare, clinker e gesso); macinazione dei leganti idraulici; deposito del cemento e successivo carico del prodotto finito sfuso; insacco del prodotto finico. Ne consegue l'obbligo per la società Es.cal di avviare un provo procedimento, impegnado l'Arta, il Comitato di gestione della Riserva di Punta Aderci e la Regione Abruzzo. 

Il Partito democratico - scrivono Lapenna e i consiglieri comunali - non può fare a meno di sottolineare perplessità e dubbi che investono l'operato del dirigente del settore", ricordando che "l'articolo 8 delle Norme tecniche di attuazione del Piano d'assetto naturalistico della Riserva impone un controllo sugli atti da parte del Comitato di gestione. Atti che producono conseguenze solo dopo il prescritto parere dello stesso. Nel caso che ci occupa, tale parere non è stato dato. Il Comitato, riunitosi, aveva chiesto tutta la documentazione ed il progetto completo per potersi esprimere. Perché - chiedono Lapenna e il gruppo consiliare dem - il dirigente del settore non ha tenuto conto della richiesta del Comitato di gestione? Il Partito democratico ritiene che egli non potesse, né dovesse esprimere alcun parere prima della decisione del comitato di gestione della riserva.

Il dirigente del settore si è limitato ad esaminare gli atti prodotti dalla società proponente l’opera. Perché non si è avvalso di un confronto tecnico con il Comitato di gestione al fine di verificare la completezza delle analisi prodotte dal proponente dell’opera?

Giorgio Colangeli, consulente ambientale del Comune di Vasto, nella nota rimessa in data 4 gennaio 2018, esaminate le osservazioni prodotte da portatori di interesse, conclude: 'E' evidente che è necessario provvedere ad una lettura approfondita delle osservazioni espresse ed ad una verifica di compatibilità di quanto progettato con quanto definito dalle nuove misure sito specifiche'. Ricorda infatti il consulente del Comune nella sua relazione che 'con determina numero 494 del 15 settembre 2017, la Giunta regionale ha approvato le misure di conservazione sito speciale in riferimento al Sito d'interesse comunitario IT 7140108, Punta Aderci, Punta Penna. Le misure sito specifiche rappresentano il nuovo riferimento per la gestione e la conservazione del territorio e del patrimonio naturalistico e paesaggistico'.

A seguito di ciò il Comune di Vasto, in data 29 dicembre 2017, dava incarico per gli adempimenti consequenziali.
Concludeva il Consulente del Comune: 'E' evidente che la progettazione, la pianificazione e le relative valutazioni ambientali debbano tener conto di quanto recentemente definito o in corso di definizione'. Perché - chiede il Pd - il dirigente ha ignorato questa importante raccomandazione?

Sempre nelle conclusioni, rassegnate dal consulente del Comune, ci si auspicava (prima del parere del settore) 'un approccio multidisciplinare e specialistico, così come prevede oggi la normativa vigente in materia di valutazioni ambientali'.
Perché il dirgente non ha ritenuto, vista la complessità del problema, di affidarsi ad una procedura Via (o verifica di assoggetabilità), anche in considerazione delle problematiche emerse in sede di osservazioni, ma soprattutto per la fragilità dell’ambiente naturale di riferimento?

Tali fatti procedurali non sono solo doverosi per ossequio delle regole, ma sono considerati dal Partito democratico di Vasto essenziali per la garanzia del rispetto di una delle zone di maggior pregio naturalistico della regione Abruzzo.
Alla luce di quanto sopra, il Partito democratico - concludono Lapenna e i consiglieri comunali - chiederà al dirigente del settore lavori pubblici ed urbanistica, avvocato Stefano Monteferrante, la revoca del parere favorevole in merito alla valutazione di incidenza relativamente alle immissioni in atmosfera derivanti dall’attività di produzione di leganti idraulici a freddo".

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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