"Malato psichiatrico detenuto a Vasto va trasferito, ma non ci sono posti" - L’associazione nazionale "Antigone": "Risolvere il caso: va salvata una vita"
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Vasto   Cronaca 17/01

"Malato psichiatrico detenuto a Vasto va trasferito, ma non ci sono posti"

L’associazione nazionale "Antigone": "Risolvere il caso: va salvata una vita"

Vasto: il carcere di Torre SinelloServe un'immediata scarcerazione per un giovane di 24 anni attualmente detenuto presso la Casa di Lavoro del carcere di Vasto. A chiederlo è Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione Antigone-Per i diritti e le garanzie del sistema penale.

"Il caso - spiega Gonnella - riguarda un ragazzo malato psichiatrico affetto da una forma di epilessia cronica e da una gravissima schizofrenia paranoide, nonché da disturbi di personalità.

Dopo essere stato condotto presso la Casa di Lavoro - sostiene il presidente del sodalizio nazionale che si occupa di diritti e garanzie del sistema penale - ha subito un tracollo psichico sviluppando una gravissima depressione, con una totale dissociazione dalla realtà, con un quadro delirante e tendenze suicide".

 

"Proprio questo - prosegue - ha portato gli psichiatri della struttura penale a sollecitare l'immediata sospensione delle misure di sicurezza, per le evidenti incompatibilità dell'internato con il trattamento inframurario. Dopo queste istanze e quelle del legale della famiglia, lo scorso 7 dicembre - aggiunge Gonnella - il Magistrato di Sorveglianza di Pescara ha preso atto della assoluta incompatibilità del giovane con il regime penitenziario. Ad oggi, il provvedimento del Magistrato di Sorveglianza non è stato eseguito poiché non ci sarebbe posto in nessuna Rems (Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza) del Lazio e d'Italia".

Secondo Gonnella, dunque, il ventiquattrenne ha "bisogni pressanti di cure" e "condizioni di incompatibilità con la misura
penitenziaria, all'interno della Casa di Lavoro di Vasto. In ogni circostanza in cui emerga un'incompatibiltà con il
regime di detenzione e nel caso non sia immediatamente disponibile un posto in Rems, è fondamentale che l'attesa che questo posto si liberi avvenga da una condizione di libertà e che la persona sia presa in carico dal Dipartimento di Salute Mentale del territorio dove si risiede. Ancor più fondamentale lo è poi in circostanze come queste dove vi è un rischio suicidario. Questo - conclude il presidente di Antigone - è un caso in cui bisogna salvare una vita e tutti i soggetti che hanno una responsabilità devono fra loro dialogare per risolverlo immediatamente, prima che si arrivi ad una tragedia".

Ansa

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