La replica di Amicone: "Centrali idroelettriche regolari. Ruolo dei politici è dire la verità" - La vicenda dell’idroelettrico sul Trigno
 
Cupello   Attualità 04/01

La replica di Amicone: "Centrali idroelettriche regolari. Ruolo dei politici è dire la verità"

La vicenda dell’idroelettrico sul Trigno

Franco AmiconeNon si fa attendere la replica di Franco Amicone, commissario del Consorzio di Bonifica sud, alle accuse da parte del consigliere regionale Mauro Febbo che nei giorni scorsi ha parlato di centrali idroelettriche inaugurate senza le necessarie autorizzazioni [LEGGI]. 

Amicone in una nota ribadisce quanto già illustrato nella riunione del 15 dicembre scorso a Pescara: "Il combinato disposto dalla normativa nazionale e regionale prevede che la procedura di autorizzazione all'uso accessorio di tali acque per la produzione di energia elettrica rinnovabile sia sottoposta a silenzio-assenso ove nel periodo di 90 giorni dall'apertura del procedimento non siano intervenuti dinieghi o richieste integrazioni da parte dell'organo competente.
Per entrambi gli impianti il Servizio del Genio Civile Regionale apriva il procedimento alla data del 19.10.2016 specificando nelle note spedite quanto appena descritto. In parallelo a tale procedura è stata avviato il complesso iter istruttorio necessario all'ottenimento di tutti i pareri e il nulla-osta relativi alla costruzione e all'esercizio dell'impianto ivi comprese le procedure di esclusione dalla valutazione di impatto ambientale i cui atti, in formato digitale, sono disponibili sullo Sportello Ambientale Regionale".

Il documento del Genio civile (inviato in risposta a Febbo) comunque parla di un ulteriore supplemento d'istruttoria e di un sopralluogo per "verificare la conformità delle opere".

Poi, le ulteriori precisazioni di Amicone: "Gli impianti realizzati utilizzano acque già derivate per scopi prioritari (nel caso irriguo­potabile-industriale) prelevando e restituendo la risorsa nelle stesse condotte dove già da anni viene veicolata, al fine di soddisfare le esigenze pubbliche connesse alle attività istituzionali del Consorzio di Bonifica Sud. Le amministrazioni interessate dalla procedura, sono state le seguenti: S.A.S.I. S.p.A., Azienda Sanitaria Locale (ASL n°2), Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio e Soprintendenza Archeologica d'Abruzzo, Direzione Politiche Agricole e di Sviluppo Rurale, Forestale Caccia e Pesca, Emigrazione, Agenzia Regionale per la Tutela dell'Ambiente (A.R.T.A.), Comando Militare Esercito "Abruzzo", Aeronautica Militare, Azienda Regionale delle Attività Produttive S.p.A, STOGIT S.p.A, Demanio Pubblico dello Stato e Comune di Cupello.

Una delle centraliTutte le amministrazioni interessate hanno emesso parere favorevole alla realizzazione delle opere. Si specifica anche che, sulla base del regolamento regionale vigente, il canone e l'addizionale regionale per l'uso idroelettrico saranno corrisposti unitamente ai canoni della concessione originaria (comma 8 dell'art. 65 del Regolamento) e la polizza atta a garantire il ripristino dei luoghi, normalmente prevista per gli impianti tradizionali, non risulta applicabile alla fattispecie poiché gli impianti idroelettrici sono costruiti su opere Consortili e inscindibilmente connessi alle stesse già di proprietà del Demanio dello Stato – Ramo Bonifiche – che si è espresso rilasciando nulla-osta alla costruzione degli stessi".

LA STOCCATA A FEBBO - Il commissario del consorzio poi non tralascia la questione meramente politica richiamando Febbo al suo ruolo istituzionale: "In ultimo è stata comunicata al Servizio Regionale la data di attivazione degli impianti. Per altro, si vuole sottolineare che veicolare a mezzo stampa notizie false ed infondate, tali da configurare ipotesi di comportamenti illegittimi, è passibile di tutela nei modi e termini di legge, e rappresenta, inoltre, una grave lesione dell'integrità e dell'immagine del Consorzio, della sua gestione e della sua struttura, nonché del Concessionario, che ha realizzato e affiancato l'Ente, nel difficile e  impegnativo percorso che ha portato alla realizzazione degli impianti.

Infine, non si può e non si deve denegare ad alcuno l'esercizio dell'attività politica ma, se questa è "Servizio", il primo imperativo è quello di dire la verità, di saper prendere atto che portare a termine opere importanti e primarie per il territorio, che rimarranno per i prossimi decenni a garantire giusti introiti alle casse dell'Ente, assume importanza strategica; come anche è necessario contribuire umilmente e con tutte le proprie forze alla certezza del diritto, alla verità dei fatti e alla dignità di quanti lavorano per il miglioramento e lo sviluppo del mondo agricolo". 

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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