Tra bus rotti, viaggi in piedi, poche corse e linee flop: nasce il comitato dei pendolari - Costituito a Vasto il gruppo che vuole rappresentare i viaggiatori
 
Vasto   Attualità 16/12/2017

Tra bus rotti, viaggi in piedi, poche corse e linee flop: nasce il comitato dei pendolari

Costituito a Vasto il gruppo che vuole rappresentare i viaggiatori

Da sinistra Fabio Cedro, Ercolina Boccardo, Ettore D'Incecco, Domenico Ranieri, Roberta Buzzelli, David Theurillat e Paolo SallesePoche corse, quasi tutte concentrate negli orari di entrata e uscita dalle scuole. Bus vecchi, stralcolmi, con decine di studenti costretti a viaggiare in piedi per tornare nei paesi dell'entroterra. Abbonamenti annuali troppo costosi per un servizio che i risultati di un questionario distribuito a 3mila viaggiatori descrivono come gravemente carente. E poi il flop della linea Vasto-Teramo. 

E' un quadro a tinte fosche, quello tratteggiato dal neonato Comitato trasporti del Vastese, presentato stamattina a Vasto dai fondatori: Ettore D'Incecco (Confederazione Cobas), Paolo Sallese (Filt Cgil), David Theurillat e Roberta Buzzelli, due studenti, Domenico Ranieri (coordinatore provinciale Confederazione Cobas), Fabio Cedro (Cobas Trasporti) ed Ercolina Boccardo. 

I problemi - Questi gli interventi dei fondatori del comitato nella conferenza stampa in cui stamani hanno elencato i principali problemi del trasporto pubblico locale.

David Theurillat: "Abbiamo deciso di fondare il Comitato trasporti del Vastese con l'obiettivo comune di migliorare i servizi di trasporto, che in questa zona sono inaccettabili e insufficienti. Bisogna migliorare le linee e renderle accessibili alla cittadinanza. Gli obiettivi sono il trasporto adeguato dell'utenza e la tutela dei lavoratori".

Roberta Buzzelli: "Distribuendo circa 3mila questionari, abbiamo verificato le condizioni in cui viaggiano i pendolari. I dati definitivi sono in corso di elaborazione, ma i primi risultati sono tutt'altro che positivi. I disagi principali sono legati alle condizioni degli autobus (in alcuni, ad esempio, i vetri solo lesionati e fanno l'effetto acquario con le infiltrazioni di pioggia), ma non solo: tanti ragazzi viaggiano in piedi, anche perché la frequenza delle linee è insufficiente, visto che gli orari scolastici sono coperti, ma il resto della giornata no: spesso c'è una sola corsa pomeridiana. Inoltre, i prezzi degli abbonamenti annuali sono troppo alti: tra i 500 e i 700 euro. Per una famiglia con 2-3 figli, è necessario uno stipendio solo per pagare gli abbonamenti ai mezzi pubblici".

Paolo Sallese (Filt Cgil): "Esistono molte carenze: linee insicure, mezzi inefficienti, problemi di cui sono a conoscenza i rappresentanti per la sicurezza e i cda delle società di trasporti. E' un settore su cui si sono abbattuti pesanti tagli disposti a livello nazionale; questo fa sì che la Regione e le aziende debbano razionalizzare i servizi, ma lo fanno a scapito delle persone a bordo. Prima della legge regionale che ha istituito la Tua (trasporti unici abruzzesi), c'erano tre aziende pubbliche: Arpa, Gtm e Sangritana, cui venivano rimborsati i chilometri percorsi con cifre diverse da società a società, fino a quando, per evitare il fallimento dell'Arpa, la Regione ha proceduto alla fusione delle tre società e alla creazione della Tua, affindandole in house i servizi di trasporto, ma senza le dovute risorse economiche. Per quanto riguarda il Vastese, in determinate zone dell'entroterra mancano strade adeguate di collegamento. Gli Autoservizi Cerella rappresentano l'azienda che, storicamente, nel Vastese è stata responsabile della mobilità della maggior parte dell'utenza, ma è rimasta fuori dalla fusione che ha interessato le altre tre società pubbliche. Il risultato è che la Regione, tramite Tua, detiene ora solo il 51% di Autoservizi Cerella, contro l'85% che posseduto fino al 2011. L'impressione è che ci sia la volontà di riportare indietro questa azienda, privatizzandola" a 13 anni dall'acquisizione da parte della Regione del pacchetto di maggioranza di quella che, fino al 2004, è stata una società privata.

Il prolungamento della linea Vasto-Napoli da Francavilla al Mare fino al capoluogo campano? Ad oggi, non esiste. E' uno dei possibili obiettivi. L'azienda ha i conti in rosso per una serie di ragioni, a partire dai tagli subiti. Non vedo come possa essere possibile con le risorse attuali.

La linea Vasto-Teramo è stata un fallimento assoluto, frutto di una scelta errata: il pullman partiva da Vasto alle 6 del mattino e vi faceva ritorno alle 19. Come si può pensare che una linea pensata per i pendolari possa avere un'utenza elevata con questi orari, che costringono lo studente a partire presto e a tornare tardi? Infatti, ogni corsa non trasportava più di 2-3 passeggeri. Una linea che si è rivelata fallimentare fin dall'inizio, ma è stata ugualmente mantenuta attiva fino a ottobre. Si istituiscono servizi a ricavo zero e poi si deve tagliare dove c'è utenza".

Secondo Ettore D'Incecco della Confederazione Cobas, "il Vastese è stato scaricato dal governo regionale. Nella fusione tra le preesistenti società pubbliche Arpa, Gtm e Sangritana per costituire la Tua (trasporti unici abruzzesi), l'azienda unica di trasporto pubblico regionale, la società Autoservizi Cerella di Vasto è stata tenuta fuori per scelta politica. Ed è una scelta - sostiene D'Incecco - finalizzata a ridurre sistematicamente il servizio pubblico perché cresca quello privato, che sfavorisce le aree interne. Siamo di fronte a una privatizzazione sostanziale del servizio, oltre a una mancanza di armonizzazione dei trasporti su gomma con quelli su rotaia. Su quest'utimo aspetto, gli utenti di questa area geografica sono anche costretti a subire i disservizi legati ai pochi treni per Pescara. Abbiamo chiesto al consigliere regionale delegato ai Trasporti, Camillo D'Alessandro, un incontro prima della fine dell'anno".

"A Vasto - racconta Domenico Ranieri, coordinatore provinciale della Confederazione Cobas - al quartiere San Paolo, specie il mercoledì, giorno di mercato, si crea il caos all'entrata e all'uscita dalle scuole, con numerosi rischi per i passanti. E si installi almeno una pensilina in quel quartiere, davanti alla farmacia. Il capolinea degli autobus urbani di via Crispi non è sufficientemente collegato col terminal delle linee estraurbane di via dei Conti Ricci. Riguardo a quest'ultimo, in attesa dei lavori previsti dal Master Plan della Regione Abruzzo, si faccia la messa in sicurezza. Infine, invitiamo i lavoratori della Fiat Powertrain di Termoli, che lamentano l'assenza di collegamenti tra il Vastese e l'azienda molisana, a unirsi al nostro comitato per portare avanti anche questa battaglia comune". 

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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