Scarichi a fosso Anghella, le ragioni dei residenti - L’avvocato Di Santo: "Situazione esistente da decenni, i residenti non hanno colpe"
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Vasto   Ambiente 16/12/2017

Scarichi a fosso Anghella, le ragioni dei residenti

L’avvocato Di Santo: "Situazione esistente da decenni, i residenti non hanno colpe"

L'avvocato Giovanni Di SantoPresenteranno ricorso i residenti delle traverse di via Roma che, nelle scorse settimane, hanno ricevuto la notifica di conclusione degli accertamenti da parte della polizia municipale che rileva come gli scarichi delle loro abitazioni finiscano nel terreno a fosso Anghella [LEGGI]. I controlli da parte della municipale sono partiti dopo l'esposto presentato lo scorso 6 giugno da due fratelli proprietari di un terreno a fosso Anghella, il vallone compreso tra via Santa Lucia e via Istonia, che rilevavano la presenza di liquami maleodoranti nel loro terreno. La indagini hanno evidenziato come un nucleo di 10 unità abitative, di costruzione ottocentesca, abbia gli scarichi che finiscono direttamente in quel terreno. La legge prevede una sazione da 6mila a 60mila euro ed ora la questione è passata alla Regione, competente per l'erogazione della sanzione, e alla Procura, che dovrà rilevare se ci sono o meno illeciti.

I proprietari delle case, però, non ci stanno e si sono subito attivati per dimostrare la loro buona fede rispetto alla vicenda. "Ci sono diversi fattori che depongono a loro favore", spiega l'avvocato Giovanni Di Santo che, come l'avvocato Cristiano Bertocini, rappresenta le famiglie coinvolte. "Stiamo parlando di uno dei primi nuclei abitativi di Vasto, di costruzione ottocentesca. Ad oggi gli scarichi confluiscono in un pozzetto che poi prosegue nella condotta. Ma se i proprietari verificano che i loro scarichi si collegano in un punto di raccolta esterno come mai possono sapere cosa accade da lì a valle?". 

Inoltre l'avvocato Di Santo fa rilevare che "almeno in un paio di casi ci sono state delle ristrutturazioni negli anni 90 in cui sono state richieste al Comune, e poi concesse, le autorizzazioni per l'allaccio alla rete fognaria. E tutti i proprietari pagano regolarmente alla Sasi la tassa per lo smaltimento e depurazione. Sasi che però, nonostante sia il gestore della rete fognaria, non è stata interessata nella vicenda. È sicuramente una situazione da risolvere ma non può essere addebitata ai residenti la cui esistenza è sicuramente posteriore a quella della realizzazione delle fogne in quel modo". 

Nei giorni scorsi c'è anche stato un incontro in Comune per cercare di dirimere la vicenda. "Il sindaco Menna si è detto disponibile per interpellare gli organi competenti. - spiega Di Santo -. Noi ci auguriamo che possano prevalere le nostre ragioni, e anche un po' di buonsenso, per evitare che i proprietari in buona fede si trovino a pagare un'ingiusta sanzione per una questione in cui, come in tanti casi, il cittadino deve rincorrere il sistema". 

di Giuseppe Ritucci (g.ritucci@zonalocale.it)

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