Inventò kit per risparmiare sui carburanti, denunciato per truffa il "genio dei motori" di San Salvo - Studio 3A: "Marchingegno pagato ma mai ricevuto, indagano i carabinieri"
 

Inventò kit per risparmiare sui carburanti, denunciato per truffa il "genio dei motori" di San Salvo

Studio 3A: "Marchingegno pagato ma mai ricevuto, indagano i carabinieri"

Il sito bufale.netDalla presunta invenzione rivoluzionaria – tanto da fargli guadagnare il nomignolo di "genio dei motori" – alla denuncia per truffa. Sta facendo il giro del web in queste ore la notizia della denuncia nei confronti del sansalvese Davide Patella, che all'inizio dell'anno scorso salì agli onori delle cronache per aver messo a punto un kit a idrogeno – denominato K19 – che avrebbe permesso "a qualsiasi mezzo a motore di percorrere a velocità media 38 km con un litro di carburante (diesel o benzina) e, soprattutto, di raggiungere con un pieno di 50 litri di gasolio e 2 litri di additivo i 1800 km di percorrenza. Il sistema è innocuo (rischio di esplosione e incendi zero, se si prova a dare fuoco all'additivo risulterà non infiammabile, in quanto la base di tutto ciò è acqua) ed è gestito elettronicamente interfacciandosi con la centralina stessa della vettura in modo da leggere e scrivere i parametri in tempo reale e auto-adattarsi al percorso e stile di guida, ottimizzando il più possibile consumi ed emissione gas di scarico”.

La notizia dell'invenzione fu poi ripresa anche da altri siti internet che con titoli a effetto amplificarono maggiormente il fenomeno. Una circostanza, questa, che sollevò più di un interrogativo sulla veridicità dei vantaggi del progetto da parte anche di noti siti come bufale.net [LEGGI] butac.it [LEGGI].

Davide PatellaIL PACCO MAI ARRIVATO - Solo un anno fa il giovane fu intervistato da varie testate (notizia rilanciata anche dall'Ansa). Una vasta eco che ha allettato un commerciante di Silea (provincia di Treviso) che leggendo della mirabolante scoperta ha pensato bene di risparmiare (una cifra considerevole stando alla descrizione del progetto) sui costi del carburante
Il primo contatto con l'inventore sansalvese sarebbe avvenuto il 21 aprile scorso. Il commerciante ha chiesto a Patella – come ricostruisce lo studio 3A, società veneta specializzata nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro che si sta occupando del caso – "se potesse fornirgli e vendergli il K19 a idrogeno da installare sulla sua Toyota Yaris" ricevendo risposta affermativa: 800 euro la somma pattuita e versata sul conto del sansalvese nel giugno scorso, come da indicazioni ricevute. Il pacco però non sarebbe mai arrivato.

"Tra i due – continua lo studio 3A – sono seguiti fitti scambi di telefonate e whatsapp nei quali Patella ha addotto ogni genere di scusa per la ritardata consegna, persino di essere rimasto vittima di un incidente stradale, offrendosi infine di eseguire un bonifico di reso della somma ricevuta e inviando persino una copia dell'avvenuta operazione, rivelatasi però anche questa - sostiene Studio 3A - un falso: nel suo conto corrente il commerciante trevigiano i soldi non se li è mai trovati accreditati".

"A quel punto il trentunenne, dopo aver diffidato per l'ennesima volta anche su Facebook, invano, Patella a inviargli la merce o a rendergli il danaro pagato - sostiene Studio 3A - ha presentato denuncia querela presso la Stazione dei carabinieri di Silea allegando tutta la documentazione e, attraverso la consulente personale Daniela Vivian, si è rivolto a Studio 3A per essere assistito e per cercare di recuperare i suoi soldi dall'ingegnere, la cui utenza telefonica, fornita anche ai carabinieri, non esiste più".
Le ultime notizie, nell'aprile scorso (quando il giovane sansalvese fu protagonista di un atto di generosità accollandosi le spese di riparazione dell'auto di un concittadino con difficoltà economiche), citavano la collaborazione di Patella "con un'importante azienda italiana da quattro mesi". 

GLI ALTRI CASI - "C'è gente - afferma Studio 3A -che ha preso fregature per alcune centinaia, se non migliaia, di euro per omologazioni (per esempio dei cerchi maggiorati dell'auto) che l'ingegnere aveva dichiarato di essere abilitato a fare, ma risultate poi farlocche, per turbine per motori di macchine ordinate ma mai arrivate a destinazione, anche qui con la solita coda delle mille scuse accampate e delle copie di bonifici mai effettuati per restituire le somme indebitamente intascate. Tra le sue vittime figurerebbe anche un gruppo di amici svizzeri a cui è riuscito a piazzare persino alcuni biglietti del Gran Premio di Formula Uno di Monza spacciandosi sui social come persona vicina alla Ferrari: risultato, i giovani hanno prenotato albergo e tutto, ma nel circuito non sono mai potuti entrare perché i ticket erano l'ennesimo pacco".

La vicenda attuale non entra nel merito dell'invenzione, se funzionante o meno, ma a quanto afferma Studio 3A, chi ha provato a comprarla non è riuscito a testarla sulla propria auto.
Lo studio che si sta occupando del paradossale caso, in conclusione, lancia un appello a tutte le altre eventuali vittime del presunto raggiro: "Studio 3A sta raccogliendo tutte queste denunce per valutare le opportune azioni a tutela dei danneggiati: chiunque può contattare il numero verde dello studio, 800090210".

Zonalocale.it ha manifestato al signor Patella la disponibilità a pubblicare una sua eventuale replica.

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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