Si spegne la luce sul Cotir: staccati gas e corrente. Dipendenti al freddo e al buio - La lenta agonia del centro ricerche agricole della Regione Abruzzo
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Vasto   Attualità 13/11

Si spegne la luce sul Cotir: staccati gas e corrente. Dipendenti al freddo e al buio

La lenta agonia del centro ricerche agricole della Regione Abruzzo

Vasto: una delle proteste dei dipendenti del CotirUna lenta agonia. La sta vivendo il Cotir di Vasto. Stamattina l'Enel ha staccato la luce al centro specializzato nelle ricerche agricole. La Regione, che ha messo in liquidazione il Consorzio per le tecniche irrigue (Cotir), non paga le bollette.

Di conseguenza, a dicembre del 2016 era stata già interrotta la fornitura del gas. Ora tocca alla corrente: la struttura di contrada Zimarino resta al freddo e al buio.

"Speravamo di arrivare almeno a fine anno", racconta sconsolato Giovanni Fecondo, un ricercatore che, come gli altri lavoratori, deve ancora ricevere dalla Regione 32 stipendi arretrati. "Il riscaldamento non c'era più da quando hanno staccato il gas. Ora manca anche l'elettricità, con la conseguenza che, con l'arrivo del maltempo, l'area", che comprende laboratori, serre e campagne, "si allagherà. Senza luce, sono automaticamente disattivati l'allarme e l'illuminazione".

Il futuro dei dipendenti, per ora, è fermo alle promesse di un paio di settimane fa: "Abbiamo incontrato il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso. Ci ha detto che una parte del personale verrà riassorbita dal Crua", il consorzio di ricerca unico d'Abruzzo, che avrà sede ad Avezzano, nell'ex Crab, unica struttura (su tre: Cotir di Vasto, Crivea di Miglianico e, appunto, Crab marsicano) che si salverà dalla scure dei tagli. "Quindi, presumiamo che chi verrà assegnato al Crua dovrà trasferirsi ad Avezzano. La restante parte del personale, che svolge attività amministrativa o, comunque, diversa dalla ricerca, verrà riassorbita in altri enti".

Nell'attesa di conoscere il loro destino, i lavoratori del Cotir si preparano ad affrontare, loro malgrado, i rigori dell'inverno. Senza neanche poter accendere la luce. 

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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