Tangente tra i cioccolatini, nell’inchiesta finisce un amministratore della Cupello Ambiente - La società gestisce la terza vasca del Civeta
 
Cupello   Cronaca 06/11

Tangente tra i cioccolatini, nell’inchiesta finisce un amministratore della Cupello Ambiente

La società gestisce la terza vasca del Civeta

Rocco Bonassisa della Cupello AmbienteUna scatola di cioccolatini molto preziosa. È quella che conteneva, oltre ai dolci, ben 20mila euro in contanti e che era destinata a Francesco Metta, sindaco di Cerignola e presidente del consorzio di Igiene Ambientale Foggia 4. A consegnarla al primo cittadino è stato Rocco Bonassisa della Agecos spa, società pugliese facente parte dell'Ati (Associazione Temporanea d'Impresa) "Cupello Ambiente" che oggi gestisce (e gestirà per 15 anni) la terza vasca del Civeta inaugurata nel settembre 2016.

Secondo gli inquirenti, i cioccolatini preziosi sarebbero stati un tentativo di ammorbidire la posizione del sindaco sulla proposta di project financing per la realizzazione e la gestione del sesto lotto della discarica di rifiuti urbani in progetto in contrada Forcone-Cafiero a Cerignola; nella passata campagna elettorale, Metta si schierò contro il progetto.

Un dolce tentativo, quello del dono, andato male perché è stato lo stesso sindaco a denunciare tutto ai carabinieri (e pubblicamente con un post su Facebook).

RIBALTA MEDIATICA - I fatti si riferiscono a poco più di un anno fa, la consegna è avvenuta il 7 dicembre del 2016, ma lo scorso 31 ottobre la notizia è tornata sulle principali testate nazionali per l'arresto (ai domiciliari) di Gerardo Biancofiore, presidente della Sedir (società facente parte dell'Ati costituita per il progetto di Cerignola) e dell'Ance Puglia.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Bonassisa ha portato il pacco come dono natalizio per il sindaco Metta. Quest'ultimo invitò i presenti nella sua stanza in quel momento ad aprire il pacco e "a favorire". L'assessore D'Ercole aprendolo, trovò le buste contenenti banconote da 500 e 200 euro.

Gerardo Biancofiore (foto Foggia Today)Il sindaco, quindi, denunciò tutto ai carabinieri, ai quali raccontò di aver incontrato i due imprenditori un paio di mesi prima. In quell'occasione Bonassisa e Gerardi avrebbero avanzato la proposta della realizzazione del sesto lotto della discarica tramite l'Ati composta da Sedir, Agecos e Riccoboni di Parma (anche quest'ultima, non coinvolta nella vicenda, fa parte della Cupello Ambiente).

VERSIONI CONTRASTANTI - Accertata la consegna dei cioccolatini contenenti denaro, negli interrogatori Biancofiore e Bonassisa hanno fornito questioni discordanti accusandosi a vicenda.
Il primo – che all'epoca dei fatti si trovava a Milano in viaggio per Madonna di Campiglio – ha infatti affermato di essere estraneo alla vicenda e di averla scoperta su testate giornalistiche, dando mandato ai propri uffici di revocare l'impegno con la società di Bonassisa.

Quest'ultimo ha invece ammesso di aver consegnato il dono (venendo anche riconosciuto nelle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza), ma di aver incontrato il giorno prima (6 dicembre 2016) Biancofiore, che lo avrebbe convinto a "omaggiare il sindaco con la consegna della somma di 30mila/40mila euro, in quanto ciò avrebbe facilitato l'approvazione del progetto presentato" (come si legge nell'ordinanza applicativa di misura coercitiva emessa dal tribunale di Foggia). Bonassisa, quindi, ha affermato agli inquirenti di aver pensato in quell'occasione che già vi fosse un accordo tra le parti, accettando di portare il pacco di dolciumi consegnatogli, poco prima di recarsi in municipio, da una terza persona. 

I MESSAGGI – La svolta che ha portato all'arresto di Biancofiore (nell'interrogatorio di garanzia di venerdì scorso ha respinto tutte le accuse) è arrivata qualche giorno fa anche grazie ai messaggi e ai tabulati che dimostrerebbero il suo coinvolgimento nella vicenda. Dopo la consegna, il sindaco richiamò infuriato Bonassisa inveendo per il tentativo di corruzione.

Su Telegram (app di messaggistica), Biancofiore quindi chiede: "Tutto ok", Bonassisa risponde: "Per niente!!! Devi tornare URGENTEMENTE" raccontando in breve quanto accaduto e concludendo con: "Devi mettere pezze... ma subito – a mio avviso prima torni e parli e più speranze abbiamo di mettere una pezza".
Sono questi gli elementi "che integrano una base indiziaria grave" – così come scritto nell'ordinanza del Gip – portando, nei giorni scorsi, all'arresto di Biancofiore per "istigazione alla corruzione" perché "mostrano la sua compartecipazione al progetto che il Bonassisa avrebbe dovuto materialmente attuare".

BONASSISA E LA CUPELLO AMBIENTE - Bonassisa è attualmente indagato a piede libero. La Cupello Ambiente, di cui è uno dei vertici, è estranea alla vicenda pugliese così come il Civeta. Nei giorni scorsi la società che gestisce la discarica è tornata d'attualità per la presentazione al comitato Via (Valutazione d'impatto ambientale) del progetto per la realizzazione della quarta vasca "a servizio del Civeta" [LEGGI].
Una vicenda, questa, che ha suscitato diversi dubbi: il commissario del Civeta, Franco Gerardini, infatti ha tirato fuori l'ente dal progetto dichiarandone l'estraneità nonostante sui documenti il consorzio venga citato più volte (essendo l'eventuale l'utilizzatore finale della quarta vasca e il proprietario del terreno) [LEGGI]. Una circostanza, questa, che ha portato il Forum H2O a parlare di "Giallo" intorno alla vicenda.


di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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