La comunità romena di San Salvo: "Noi invitati alla Marcia della Pace la sera prima" - Puczi: "Le minoranze devono essere coinvolte in questi eventi importanti"
 

La comunità romena di San Salvo: "Noi invitati alla Marcia della Pace la sera prima"

Puczi: "Le minoranze devono essere coinvolte in questi eventi importanti"

"Sono state invitate le associazioni accreditate al Comune di San Salvo". Peccato che gli inviti in alcuni casi siano arrivati a qualche ora di distanza dalla Marcia della Pace rendendo di fatto impossibile organizzarsi per parteciparvi.

È il caso della comunità romena riunità nell'associazione Decebal da anni presente nel tessuto sociale cittadino: con 971 residenti è di gran lunga la minoranza più folta presente a San Salvo [LEGGI] e avrebbe partecipato molto volentieri alla marcia di mercoledì scorso. 

L'invito, però, è arrivato solo martedì, come racconta a zonalocale.it il presidente dell'associazione Sigismund Puczi: "Non hanno detto che l'invito è stato inviato con un solo giorno d'anticipo, io ho ricevuto il messaggio su whatsapp la sera prima. Tra l'altro, martedì pomeriggio i nuovi assessori si sono presentati alle associazioni in Comune per una futura collaborazione, è stato un bell'incontro. Nessuno però ha accennato all'evento del giorno dopo anche trattandosi dell'ultimo momento. Per quest'incontro gli inviti sono stati mandati una settimana prima".

Una conferma, questa, dell'occasione persa per aderire appieno allo spirito originario della manifestazione: "La sera prima non posso chiamare l'azienda dove lavoro per dire che la mattina c'è la Marcia della Pace, mi sarei organizzato facendo andare una delegazione". 

Dalla sua nascita, l'associazione Decebal sta cercando di promuovere iniziative a favore dell'integrazione e dell'inserimento in tutti gli aspetti della multiculturale San Salvo. "Dalle risposte del Comune – conclude il presidente – sembra che siano state le associazioni, invitate, a non voler partecipare. Con Decebal cerchiamo di essere presenti in tutti i modi sul territorio e di portare un messaggio positivo. Sto cercando di tirar fuori la parte buona della nostra comunità. Quando ci sono questi appuntamenti importanti, le minoranze devono essere presenti". 

Oltre agli inviti arrivati tardi, ci sono poi quelli non inviati per cavilli burocratici come nel caso degli ospiti del centro d'accoglienza nell'ex Miraverde: "Sono una cooperativa, non un'associazione".
Insomma, una manifestazione nata per la "fratellanza tra i popoli" senza popoli, ma d'altronde, come ha tenuto a sottolineare quella mattina l'ufficio stampa del Comune, "il tema di quest'anno è il Dono".

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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