Quando piove raggiungere la scuola è un’odissea - Primo giorno di scuola, il racconto della professoressa Cerella
 
Vasto   Attualità 12/09

Quando piove raggiungere
la scuola è un’odissea

Primo giorno di scuola, il racconto della professoressa Cerella

Vasto, via San Rocco: mega pozzanghera davanti all'Istituto MatteiA benedire l’inizio ufficiale del nuovo anno scolastico ci ha pensato la pioggia che, come accade ogni volta che a Vasto piove, ha portato una serie di problemi agli studenti, ai docenti e al personale tutto delle scuole (oltre che ad automobilisti in transito e autisti di bus) che ricadono nel quartiere San Paolo, impropriamente definito 167.

Quando in città si registrano condizioni meteorologiche avverse, poter raggiungere gli istituti scolastici alle 8 del mattino e uscire dagli stessi poco dopo le 13 è davvero un’odissea. Dire che si resta imbottigliati in un traffico caotico su strade non idonee a sopportare l’intensissimo flusso veicolare che si viene a creare, per di più in assenza di semafori e vigili urbani, è dire poca cosa. A chi deve recarsi a scuola quando piove non resta che farsi il segno della croce e sperare in un intervento divino.

Come se non bastassero i problemi derivanti dall’intenso traffico, alunni, insegnanti e personale scolastico dell’Istituto d’Istruzione Superiore “E. Mattei” devono fare pure i conti con la piscina che si viene a formare sulla dissestata strada adiacente l’istituto scolastico. Ora non è ben chiaro a chi appartenga la strada in questione, posta tra la scuola e i due palazzi “ruderi” del fallimento Iacovitti, ma chi può… faccia qualcosa!

Riuscire ad entrare a scuola comporta, infatti, il difficile attraversamento della piscina con tanto di auto che, passandoci in mezzo, finiscono per farti il bagno. Se si è fortunati, si riesce ad entrare in classe con qualche schizzo d’acqua e fango sparsi qua e là sui vestiti.

Un ultimo appello: visto che, proprio dinanzi ai due palazzi mai completati del fallimento Iacovitti (oggi monumento al degrado e all’abbandono), via San Rocco restringe pericolosamente, creando una sorta di imbuto, che mette a rischio soprattutto l’incolumità degli studenti che procedono a piedi lungo la strada per recarsi al “Mattei” e al Liceo Scientifico “R. Mattioli”, non è che si potrebbe espropriare un pezzetto di terreno del fallimento Iacovitti per allargare di un metro quel tratto di strada e salvaguardare così la pubblica incolumità? Buon anno scolastico a tutti!

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di Paola Cerella

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