Emergenza idrica e consorzio, 5 domande da Bucciarelli - Perplessità sul funzionamento della diga di Chiauci
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Vasto   Politica 09/07

Emergenza idrica e consorzio,
5 domande da Bucciarelli

Perplessità sul funzionamento della diga di Chiauci

Angelo BucciarelliA Vasto l'idea che abbiamo dell'acqua è curiosa, anche un po' paradossale. Abbiamo il mare davanti a noi, azzurro, trasparente, fluttuante... salato. È come se non fosse neanche acqua, è qualcosa dove si va. Poi c'è il Verde, la sorgente del Verde, che rifornisce di acqua migliaia di famiglie del vastese. Questa sorgente esiste, è la nostra vita, ma le condotte portano nelle nostre case solo il 50% dell'acqua captata, il resto va in gloria. Ed infine c'è Chiauci. Chiauci è il comune che dà il nome alla diga, che avrebbe dovuto dare sviluppo e benessere alle nostre terre, alle nostre industrie, al turismo. La prima pietra fu posta il 22 settembre 1985 e dopo 32 anni, e un'inaugurazione, è ancora incompiuta, perché mancano opere complementari, senza le quali non si può riempire d'acqua, fino a raggiungere 14mln di metri cubi, che significano sviluppo, benessere, sicurezza, vita! Una diga costata finora 125 milioni di euro, a cui si devono aggiungere altri 25mln di euro per il suo completamento. L'invaso di Chiauci, in base alle attuali prescrizioni, prima del suo completamento e messa in sicurezza, può essere riempita fino a 740 metri s.l.m., cioè può contenere al massimo 4mln di metri cubi. L'anno scorso, con questa riserva, siamo riusciti a soddisfare le esigenze estive del nostro territorio con una erogazione di 700 l/s, erogazione partita da fine luglio 2016.

A questo punto la curiosità ci porta a fare domande:
1) È vero che la capacità odierna dell'invaso è al di sotto dei 3 mln di metri cubi?
2) Perché l'attuale commissario del Consorzio di Bonifica sud, giusto un mese fa, ha rassicurato cittadini e imprese che l'Ente era in grado di soddisfare le esigenze della stagione estiva, mentre oggi lancia un pressante allarme agli agricoltori, che genera allarmismi (figurarsi se gli agricoltori hanno voglia di ascoltare chi ha raddoppiato loro le tariffe! È certo, invece, che più dicono loro di non utilizzare l'acqua, più essi si allarmano per le loro colture e la utilizzano maggiormente. È pavloviano!)?
3) È vero che, erogando, come sta accadendo, oltre 800 l/s, e facendo quattro calcoli, agricoltura e industria avranno acqua ancora per un mese?
4) È vero che la precedente gestione commissariale stava completando l'iter autorizzativo per aumentare la capacità dell'invaso, all'inizio di quest'anno, a 7mln di metri cubi, sufficienti a soddisfare l'intero fabbisogno agricolo, industriale oltre che turistiche?
4) È vero che l'Ufficio Dighe del ministero delle Infrastrutture ha sottolineato più volte di adeguare, di rafforzare e consolidare la struttura tecnico-organizzativa del Consorzio in modo da poter autorizzare l'aumento dell'invaso, e dare tranquillità alle future generazioni?
5) Quali sono i motivi che hanno impedito l'adeguamento tecnico-organizzativo, come dice l'Ufficio Dighe, motivi politici, economici, negligenza?
Le solite domande nella bottiglia in riva al mare.

Angelo Bucciarelli

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