Migranti, il centro commerciale "Insieme" non pagherà le tasse - Il presidente Moschetta annuncia lo sciopero fiscale contro l’assenza di ascolto
 
 
 

Migranti, il centro commerciale
"Insieme" non pagherà le tasse

Il presidente Moschetta annuncia lo sciopero fiscale contro l’assenza di ascolto

Lorenzo Moschetta"Nessun pregiudizio di carattere ideologico", ma la posizione del centro commerciale Insieme di San Salvo è chiara: "Non paghiamo le tasse comunali e regionali contro la decisione di far arrivare qui 70 migranti". È il presidente Lorenzo Moschetta a esprimere la posizione dell'assemblea dei soci e del consiglio d'amministrazione: "Uno sciopero fiscale – dice a zonalocale.it – per contestare tale scelta e la totale assenza di comunicazioni in merito".

L'apertura di un centro d'accoglienza continua a dividere e a tenere banco in città. Il luogo prescelto è l'ex albergo Miraverde, in piena area commerciale, a ridosso della zona industriale e a poca distanza dal casello autostrale di Vasto Sud. Gli operatori del centro commerciale sono venuti a conoscenza della volontà di accogliere migranti nella struttura mesi fa, ma in tal senso c'erano solo voci non confermate.

"Abbiamo saputo dell'idea di un centro d'accoglienza – continua Moschetta – a dicembre, ma si trattava di indiscrezioni. Abbiamo quindi scritto alla Prefettura per avere un incontro, ma non è mai arrivata una risposta, così come non ne abbiamo avute sull'opportunità di presenziare nel consiglio comunale".

L'ufficialità della riconversione dell'ex struttura ricettiva (lo stabile è stato acquistato all'asta da un privato già con l'idea di cederlo a una delle cooperative che si occupa dell'accoglienza sul territorio) è arrivata proprio nella seduta d'insediamento della rinnovata assise civica che ha visto la presenza del prefetto Antonio Corona [LEGGI]. "Dai sindaci non è arrivata nessuna proposta e io devo gestire al meglio l'accoglienza, i migranti saranno destinati dove c'è una struttura idonea", ha detto in quell'occasione Corona.

Il futuro centro d'accoglienza, alle spalle InsiemeLE PREOCCUPAZIONI - Il timore è che la posizione decentrata della struttura, lontana dal centro abitato, riverserà gli ospiti inevitabilmente nel centro commerciale, unico luogo d'aggregazione nel raggio di qualche chilometro. "È giusto accoglierli, ma dando loro delle opportunità in modo che possano essere delle risorse, ma così no. Quali possibilità d'integrazione ci sono qui? Ora andranno a San Salvo Marina, com'è giusto che sia, non sono mica reclusi, ma durante l'inverno l'unico luogo in cui passare del tempo è il nostro. Da anni stiamo cercando di combattere l'accattonaggio. Il fine settimana nel parcheggio, inoltre, ci sono i venditori abusivi di calze e dietro il centro c'è un vero e proprio accampamento di roulotte di nomadi. Viviamo in un periodo di crisi, il potere di acquisto si è ridotto, i clienti esasperati andranno a fare la spesa da un'altra parte. In questo modo si mettono a rischio 40 attività e circa 300 lavoratori".
"Non pagheremo le tasse per protestare contro una scelte imposta senza ascolto", ribadisce in conclusione Moschetta.

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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