Perse la vista a un occhio, 2 anni dopo riconosciuta indennità - La sentenza del giudice del lavoro sull’infortunio di un bracciante agricolo
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Vasto   Cronaca 28/06

Perse la vista a un occhio,
2 anni dopo riconosciuta indennità

La sentenza del giudice del lavoro sull’infortunio di un bracciante agricolo

Fabio GiangiacomoDurante la vendemmia, un ramo lo colpì in faccia e, per questo, perse l'uso di un occhio. Dovrà essere indennizzato per infortunio sul lavoro M.M., lavoratore agricolo rumeno di 55 anni. Lo ha deciso il giudice del lavoro del Tribunale di Vasto, Caterina Salusti, accogliendo il ricorso presentato Fabio Giangiacomo, avvocato dell'Inca-Cgil.

"Nel 2015 - racconta il legale del sindacato -  nel corso della vendemmia presso un’azienda agricola dell’entroterra vastese, riportava una lesione all’occhio destro ma, a causa delle difficoltà legate alla scarsa conoscenza della lingua, rappresentava confusamente le circostanze dell’accaduto, tanto che l’Inail - in sede amministrativa- non riconosceva l’infortunio per insussistenza del nesso causale tra la lesione e l’attività lavorativa.

Nel successivo ricorso giudiziario, era stato precisato che la lussazione del cristallino era stata causata da un ramo della vite rimbalzato sull’occhio del malcapitato lavoratore straniero, nel corso della raccolta dell’uva.

Con il supporto della consulenza tecnica d'ufficio del medico legale, il giudice del lavoro di Vasto, Caterina Salusti, con la sentenza numero 87 del 2017, ha constatato l’attuale completa afachia dell’occhio destro, con invalidità permanente al 26% e, quel che più conta,  la sostanziale rispondenza della lesione alla precisa ricostruzione dei fatti in sede giudiziale e senza alcuna valenza della semplice polvere di mosto, riportata nei certificati del Pronto soccorso di Vasto, incapace di provocare una lesione così grave.

Il tema dell’esercizio dei diritti da parte dei lavoratori stranieri è di grande attualità, tanto da essere stato al centro del convegno del 28 aprile scorso da parte dell’Ordine degli Avvocati di Vasto e l’intervento di rappresentanti della comunità romena.

La conoscenza dei doveri e dei diritti e l’ausilio formativo nel loro concreto esercizio, infatti - conclude Giangiacomo - sono fattori essenziali per una corretta integrazione degli stranieri nel tessuto sociale e democratico delle nostre comunità,  inevitabilmente sempre più complesse e articolate".

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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