Un cordone galleggiante per chiudere il tratto pericoloso - A San Salvo Marina arrivano le contromisure dopo gli ultimi casi di annegamento
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Un cordone galleggiante per
chiudere il tratto pericoloso

A San Salvo Marina arrivano le contromisure dopo gli ultimi casi di annegamento

Il tratto che sarà chiuso con la corda galleggianteSegnalazioni di pericolo più impattanti e una corda di galleggianti con piccole boe per chiudere il tratto più rischioso, quello che porta in mare aperto. Sono le contromisure che la Capitaneria di Porto adotterà insieme al Comune di San Salvo e alla protezione civile Valtrigno dopo il dramma evitato di domenica scorsa [LEGGI]. In 10 giorni lo specchio di mare che fa ad angolo con il porto turistico "Le Marinelle" è stato teatro di un annegamento e di un salvataggio. Il bilancio parla di cinque bagnanti salvati, un morto e due feriti.

I FERITI - Le condizioni del 45enne di San Pietro Avellana migliorano. L'uomo ha lasciato il reparto di rianimazione di Pescara ed è stato trasferito a Sulmona, è fuori pericolo, ma accusa ancora problemi respiratori. Dovrà restare a riposo qualche giorno anche Andrea Carusi, il giovane bagnino della torretta 1, il primo a buttarsi in acqua vedendo i tre ragazzini in difficoltà. Un'onda l'ha preso in pieno facendolo sbattere contro gli scogli, mentre teneva in braccio la bambina. Per lui sono stati necessari alcuni punti di sutura per un taglio sul ginocchio e medicazioni per delle escoriazioni su una spalla. 

I PRECEDENTI - In archivio non ci sono solo i due ultimi episodi. Nel luglio 2008, sempre una domenica, in quello stesso tratto perse la vita Tiberio Spinelli, 38enne di San Salvo; la corrente lo trascinò decine di metri più a sud, nelle acque di Montenero di Bisaccia, come accaduto l'8 giugno scorso a Giuseppe Fusco [LEGGI].
Due anni prima, ancora una volta durante una domenica di luglio, morirono tra le onde Luca Castaldi e Antonio Imundi, due giovani molisani poco più che ventenni in un tratto poco più a nord.
Nel mezzo ci sono numerose tragedie evitate dal tempestivo intervento dei soccorritori.

LE CONTROMISURE - Nella maggior parte dei casi a restare coinvolti sono stati bagnanti arrivati a San Salvo Marina dall'entroterra o dalle regioni vicine che conoscono poco i rischi legati alle correnti che si formano in quel tratto di mare soprattutto nelle giornate da bandiera rossa come domenica scorsa. Per questo motivo si cercherà di rendere più evidenti i rischi.

Una motovedetta della Capitaneria di portoA confermarlo a zonalocale.it è il tenente di vascello della Capitaneria di porto di Vasto, Cosimo Rotolo: "In quel punto c'è una forte risacca soprattutto in condizioni di mare molto agitato con vento proveniente da Nord. Insieme al Comune di San Salvo ora provvederemo a opportune segnalazioni. In questi episodi sono rimasti coinvolti soprattutto turisti che non sanno che in determinate condizioni lì non si può fare il bagno. Fondamentale è stata la presenza del bagnino, San Salvo ha accolto a pieno la mia ordinanza e ha posto i bagnini su tutto il litorale".

Non solo segnalazioni visive, in mare sarà posta un cordone di galleggianti che andrà dalla barriera frangiflutti alla spiaggia chiudendo di fatto quell'apertura verso il largo.
"C'è un fondale profondo lì e le correnti sono molto forti – dicono dalla protezione civile Valtrigno che gestisce il servizio di salvamento – Si procederà a metterlo in sicurezza, a giorni sarà posizionato un cordone galleggiante con delle piccole boe per indicare che quella non è un'area balneabile. Andrà dal primo frangiflutto fino a riva chiudendo ad angolo quel tratto dove si nasconde il pericolo. Servirà a segnalare il rischio, speriamo che i bagnanti lo accolgano positivamente. Spesso è difficile far comprendere l'autorità del bagnino che è lì solo per tutelare l'incolumità dei bagnanti. Abbiamo ricevuto qualche lamentela addirittura sulle torrette che ostacolerebbero la visuale".
Oltre alle contromisure che saranno adottate a breve, insomma, non guasterebbe un pizzico di responsabilità in più da parte dei bagnanti.

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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