Rubata l’auto che fu di Jessica: "Per noi ha un valore affettivo" - L’appello di Mario Tinari, padre della ragazza morta sotto la valanga del Rigopiano
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Vasto   Cronaca 02/06

Rubata l’auto che fu di Jessica:
"Per noi ha un valore affettivo"

L’appello di Mario Tinari, padre della ragazza morta sotto la valanga del Rigopiano

Jessica Tinari"Quella macchina per noi aveva un grande valore affettivo", dice Mario Tinari, il papà di Jessica, la ventiquattrenne di Vasto morta a gennaio, insieme al fidanzato, Marco Tanda, sotto le macerie dell'hotel Rigopiano di Farindola. 

Rubata stanotte la Lancia Y bianca che Jessica guidava abitualmente.

"Era parcheggiata sotto casa, attaccata al muro esterno, in via Colonna", racconta Mario Tinari. "La utilizzavamo ancora io e mia moglie, anche se abbiamo un'altra macchina. Dopo la morte di Jessica, mia moglie ha insistito perché non la vendessimo: era la sua auto, un ricordo di lei e non l'abbiamo venduta. Stanotte l'hanno rubata. Non abbiamo sentito rumori che potessero metterci in allerta. Abbiamo sporto denuncia ai carabinieri. Vorrei che. attraverso la stampa. si lanciasse un messaggio: per me e mia moglie, quell'automobile ha un valore affettivo molto grande, anche se immagino che, a chi l'ha rubata, importi poco il valore simbolico che ha per noi".

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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