Castaldi: al Ministero chiederemo di garantire sicurezza nel Vastese - Il senatore del Movimento 5 Stelle: "L’amministrazione Menna non neghi il problema"
 
 
 

21/04 21/04

Il senatore del Movimento 5 Stelle: "L’amministrazione Menna non neghi il problema"

Castaldi: al Ministero chiederemo
di garantire sicurezza nel Vastese

Gianluca Castaldi (M5S)"Per parte mia, nostra, ci faremo carico di specifiche iniziative nei confronti del Ministero degli
Interno, affinché il territorio venga presidiato adeguatamente, come si conviene per comunità sotto attacco". Gianluca Castaldi, senatore del Movimento 5 Stelle, annuncia iniziative finalizzate a chiedere al dicastero retto da Marco Minniti il rafforzamento dei presidi di sicurezza nel Vastese a seguito dei numerosi, inquietanti fatti accaduti nelle ultime settimane: ondata di furti, automobili incendiate e anche un ordigno fatto esplodere davanti all'ingresso di un negozio di corso Mazzini. 

"Dopo l’ultima rapina a mano armata ad Eurospin, per Vasto riemerge la necessità di assicurare livelli di sicurezza adeguati, avendo come primario obiettivo quello di garantire la serenità personale e familiare a tutti i componenti della nostra comunità.

Come ha detto recentemente il presidente della Repubblica all’incontro promosso da Libera-Nomi e numeri contro le mafie: ”I vari livelli politico-amministrativi devono essere fedeli ai propri doveri…”.

E quali sono questi doveri? In primis, un assunto generale: non negare il problema. Come ha scritto Zonalocale: 'Sei notti, sette fatti inquietanti'. Serve altro per dimostrare l’esistenza del problema?

Il primo dovere è reclamare, rivendicare da chi governa e amministra una città, che a sua difesa ci siano presidi di tutela sufficienti. Abbiamo visto che, al contrario, i presidi a Vasto si sono indeboliti
progressivamente nel corso degli anni, sia nelle postazioni che nei numeri.

Il secondo dovere è, sulla scorta delle nuove normative approvate dalla maggioranza di governo (che è anche la maggioranza di questa amministrazione), dimostrare che la loro applicazione sia efficace per la vigilanza e il contrasto alla illegalità.

Bisogna capire, e parlarne apertamente, che avere speso circa 700mila euro di videosorveglianza non ha avuto un impatto significativo sulla riduzione delle opportunità criminali. Prevenire il crimine oppure reprimerlo attraverso la sola videosorveglianza, senza un rafforzamento dei presidi di controllo, è miope e demagogico. Abbiamo diritto ad un presidio adeguato del territorio. E chi lo amministra deve rivendicarlo con forza.

Il sindaco e la sua maggioranza non neghino il problema. E si coordini, il sindaco, con le autorità statali competenti (prefetto e questore) e le forze di polizia, mantenendo alta l'attenzione sul problema della nostra sicurezza. La tensione nella nostra città è alta e con essa lo è il rischio che il problema sfoci nella solita guerra tra poveri.

A tutto questo va aggiunta un’altra considerazione. La criminalità organizzata infiltra tessuti sani della società e ne corrode l’economia e lo sviluppo. Ed essa va combattuta con strumenti adeguati alle sue dinamiche e attivando ogni sinergia utile.

Nei prossimi giorni la Commissione parlamentare antimafia farà visita nella Regione Molise. Nella relazione inviata alla Commissione nel gennaio 2017, il procuratore Grigo scrive a proposito della presenza di criminalità organizzata: 'Le aree potenzialmente più critiche sono individuabili lungo la fascia adriatica... Tali zone si prestano ad essere luogo di espansione per il mercato degli stupefacenti, gestito dalle organizzazioni criminali radicate nel foggiano e nel napoletano, per il riciclaggio e reimpiego di capitali illeciti, come base logistica, o semplicemente, come rifugio per i latitanti...'.

Ricordo la recente, ma conclamata presenza 'ndranghetista nella vicinissima San Salvo. Per concludere: ci sono tutti gli elementi, purtroppo, per richiamare la necessità di una gestione della sicurezza urbana, non prescindendo da una dimensione territoriale più ampia e da una qualificazione del problema non riconducibile alla sola videosorveglianza (peraltro, ripeto, inefficace).

Rappresento una forza politica di minoranza, il M5S: operare per l’interesse comune prescinde dalle collocazioni di appartenenza. A patto che chi governa riconosca e non neghi il problema. Per parte mia, nostra, ci faremo carico di specifiche iniziative nei confronti del Ministero degli
Interno, affinché il territorio venga presidiato adeguatamente, come si conviene per comunità sotto attacco.

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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