Inchiesta Asl, Spadaccini rigetta le accuse e chiede la libertà - Avvocato Orlando: "Presentata istanza al Tribunale del Riesame"
 
 
 

11/03 11/03

Avvocato Orlando: "Presentata istanza al Tribunale del Riesame"

Inchiesta Asl, Spadaccini rigetta
le accuse e chiede la libertà

Lanciano. La sede AslHa respinto ogni addebito Tiziana Spadaccini, dirigente della Asl Lanciano-Vasto-Chieti finita ai domiciliari nell'inchiesta Dati incrociati su presunte fatture gonfiate per il servizio di lavanolo dell'azienda sanitaria provinciale.

Nove gli indagati. In carcere l'imprenditore lancianese Antonio Colasante. 

"L'interrogatorio - dice l'avvocato Alessandro Orlando, difensore di Spadaccini - è durato circa un'ora e mezza. La mia assistita ha difeso la legittimità dell'atto e spiegato i criteri con i quali è stata condotta la transazione, che copre il contratto di prestazioni per il lavaggio della biancheria nell'arco di sei anni. Dagli iniziali 6 milioni di euro risultanti dalle fatture, poi ridotti a 4 milioni e 700mila a seguito di riconteggio, con la transazione la cifra è scesa a 2 milioni 230mila. La mia cliente è accusata di abuso d'ufficio perché, secondo l'accusa, avrebbe favorito la ditta aggiudicataria. Ho chiesto - conclude il legale - al Tribunale del Riesame dell'Aquila la revoca del provvedimento restrittivo". 

Ieri è stato interrogato Colasante, su cui pendono le accuse di riciclaggio e abuso in atti d'ufficio (leggi la notizia).

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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